140 miliardi il valore aggiunto per l’efficienza energetica nel 2016

Nel 2015 emessi oltre 5 milioni di Titoli di Efficienza Energetica. A metterlo in evidenza è Avvenia (www.avvenia.com), leader a livello nazionale nel settore della White Economy. 

 
Secondo Avvenia (www.avvenia.com), pioniere nel campo della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica, il risparmio di energia primaria conseguito nel 2015 è stato pari a circa 3 milioni di  TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio) contro i 2,7 milioni del 2014 e i 2,5 milioni del 2013.
Nei 12 mesi del 2015 sono stati scambiati oltre 5 milioni di TEE. Il 2015 si conferma così come l’anno del boom dell’efficienza energetica e l’ingegnere Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia, si fa portavoce di questa tendenza che vede come protagoniste fabbriche e impianti industriali particolarmente energivori, ma anche il mondo del real estate e del terziario.

«Dal 2005 al 2015 sono stati emessi oltre 38 milioni di TEE, producendo un risparmio complessivo di oltre 25 milioni di TEP» puntualizzano gli esperti di Avvenia. La maggior parte dei TEE emessi nell’ultimo anno ha riguardato il settore industriale (80%), con una maggiore concentrazione in Lombardia, Puglia, Emilia Romagna e Veneto.

«L’industria punta ancora sull’efficienza energetica, un sistema che negli ultimi anni ha consentito di ottenere risultati eccellenti» sottolinea l’ingegner Giovanni Campaniello, riferendosi al sistema dei TEE. Proprio in questo settore, all’avanguardia per tecnologie e per competenze di marketing, Avvenia è stata tra le prime ad operare, già a partire dal 2005, portando risparmi di energia primaria di oltre il 40% e una diminuzione dei consumi di gas naturale di oltre il 78% in tutti i settori industriali.

L’efficienza energetica in Italia coinvolge oggi circa 500 mila aziende, con una previsione di circa 140 miliardi di euro di valore aggiunto per il 2016. A dirlo sono proprio gli analisti di Avvenia (www.avvenia.com), il “braccio bianco” delle imprese italiane, secondo cui la “white economy” consente un indotto pari al triplo di ciascun investimento.

[Photocredit www.pugliapress.org]

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