La Svizzera sceglie di uscire dal nucleare

Anche la Svizzera sceglie di uscire dal nucleare. Con il 58,2% gli Svizzeri hanno ieri approvato un referendum che prevede il graduale abbandono dell’energia nucleare e una politica di promozione delle energie rinnovabili. Lo riferisce l’agenzia di stampa svizzera Ats.

Attualmente il 37,9% energia elettrica prodotta nel paese elvetico è di origine nucleare. Sono presenti quattro centrali nucleari in funzione che dispongono complessivamente di cinque reattori operativi, oltre a un sito, quello di Lucens, che attualmente è chiuso a causa di un meltdown nucleare, ovvero una fusione del reattore, a fine anni sessanta e ha costretto alla chiusura ed al decommissioning dell’impianto. L’incidente non ha avuto grosse conseguenze radiologiche sulla popolazione, visto che gran parte della contaminazione è stata circoscritta alla caverna. Dopo lavori di decontaminazione l’impianto è stato chiuso: i lavori di smantellamento si sono conclusi nel maggio 1973 e i rifiuti prodotti sono poi stati portati a Würenlingen nell’ottobre del 2003.

Il popolo svizzero era chiamato a pronunciarsi sulla revisione della legge sull’energia, un primo pacchetto di misure voluto dal governo e volto a ridurre il consumo di energia, aumentare l’efficienza energetica, promuovere le energie rinnovabili. Prevede inoltre il divieto di costruire nuove centrali nucleari.

Nei fatti poco o nulla cambierà nel breve periodo. La Svizzera gradualmente uscirà dal nucleare entro il 2050, ovvero tra oltre trent’anni. In altre occasioni eventuali dismissioni programmate nel lungo periodo sono state poi revocate, si vedrà se la volontà degli elvetici rimarrà tale.