Cagnolona ritrovata in Sanseverino: la riconoscete?

Cagnolona buonissima trovata a Trento. Ancora vicende di cani abbandonati, secondo la squadra di recupero di cani e secondo la Polizia Municipale a Trento vi sarebbero due coppie di persone (maschio e femmina) che rubano e comprano cani a fine della ricettazione, la cui denuncia è stata fatta nella zona Trento Centro/Trento Nord/Canova. Si tratta di due coppie con precedenti che con i cani rubati o comprati a poco prezzo vendono poi i cuccioli e la razza. Nella giornata di oggi due di queste persone sono state viste, si tratterebbe di un uomo di mezza età e di una donna con il velo (islamica o per nascondersi) che hanno abbandonato la cagnolona in questione in Via Sanseverino, legato a una ringhiera. Il cane, grosso, ha divelto la ringhiera e piangeva. Visto da due residenti che hanno chiamato il soccorso è stato preso e portato in canile. Se qualcuno lo riconosce è stato ritrovato oggi alle 17.30 in mezzo alla strada verso il MUSE.
“Patata” è il nome che hanno dato alla cagnolona coloro che la hanno soccorsa. “Erano le 17.30 quando in un piccolo condominio di via Sanseverino, dopo una giornata in fabbrica fatta da metalmeccanico Marzio rientrava in casa, per uscire di nuovo verso la palestra sita oltre lo stradone. Sentiva un guaito preoccupante e metteva in allarme il fratello. Entrambi dalla finestra guardando notano una cucciolona enorme, ¾ Pittbull e ¼ non si sa .. che trascina con sé la ringhiera delle biciclette agganciata malamente al guinzaglio.”
“Patata” aveva anche una pettorina e pochi minuti prima era in mano a una signora con il velo in testa, affiancata da un uomo di mezza età. “Patata” con la pettorina si sgancia e corre verso lo stradone trafficato, quando due ragazze tempestivamente la chiamano evitando il peggio. Chiamando subito il 112 i due ragazzi riescono a far intervenire i soccorsi.
“La piccola lecca e bacia Marzio e anche me, le due ragazze e non presenta segni di maltrattamento, è molto grossa, ha le mammelle gonfie, sembra che abbia appena partorito da pochi giorni, è nutrita e coccolona, abituata a stare con le persone, pacifica. Gli occhi di “Patata” sorridono la sua lingua è grande come una racchetta da ping pong. Scodinzola e si diverte, con un anziano che ha appena perso il suo pastore tedesco, per anzianità. Bacia anche lui.”
La situazione viene risolta in pochi minuti dall’addetto del 112, un ragazzo nero che scende veloce dalla macchina e – ci sa fare – la lascia il sedile del furgone bianco del canile e va verso di lei. Un ragazzo di una competenza e di una gentilezza come pochi. Controlla e verifica la presenza del Microchip, non c’è. Preleva la piccola e la porta sul suo furgone.
“Spero che “Patata” troverà una famiglia accogliente, visto il suo splendido carattere e i suoi occhi buoni, che troverà altre patatine con cui giocare, ma non voglio strappare la lacrima da lieto fine. Credo di aver bisogno di condividere questa esperienza e di poter dire: mi fate schifo! Questa volta non si può essere buonisti!”
A cura di Max Recanatesi