MOSE: ESISTONO ALTRE PROPOSTE PER LA SALVAGUARDIA DELLA LAGUNA, DA RIFARE!

La Laguna di Venezia, come è ben noto a tutti, ha da sempre avuto dei problemi con la cosiddetta “acqua alta”, termine veneto che sta ad indicare il fenomeno dell’alta marea che ogni anno si verifica in questa zona. Dopo l’alluvione che colpì Venezia nel 1966, si dovette correre ai ripari per poter garantire la salvaguardia della laguna e del suo patrimonio storico e artistico unico al mondo : fu così che tra il 1988 e il 1992 il Magistrato alle Acque, oltre a presentare un piano di interventi da effettuare all’interno della laguna, testa per la prima volta il MOSE ( Modulo Sperimentale Elettromeccanico ).

Il MOSE è un sistema che prevede l’innalzamento di paratoie mobili, poste alle tre bocche di porto di Venezia, in caso di alta marea per evitare i continui problemi d’allagamento che colpiscono la zona. Il progetto venne testato per 4 anni ( 1988-1992 ) ma solamente con un’unica paratoia : presentato ufficialmente nel 2002, comprendeva complessivamente 78 paratoie divise in 4 schiere, e la creazione di un’isola artificiale. Venne dunque approvato nell’anno seguente dal cosiddetto “ Comitatone”.

Una cosa che non è poi così risaputa, è la presenza di proposte presentate in alternativa al Modulo Sperimentale Elettromeccanico: oltre ad essere molto numerose, il Comune di Venezia ne riporta ben 10, sono tra loro molto differenti . Una proposta che sembrvaa somigliare fortemente al MOSE ma in realtà si discostava in vari aspetti è la “ Paratoia a Gravità”: quest’ultima si differenziava nel principio di azionamento, nella configurazione delle paratoie e nel verso di apertura. Le paratie del progetto MOSE infatti si alzerebbero in senso contrario alla marea, invece quelle del progetto “Paratoia a Gravità” si sarebbero alzate in senso favorevole: inoltre nel progetto della proposta, veniva spiegato che sarebbe stato possibile eliminare le conche di navigazione evitando la conseguente rottura delle dighe foranee e si sarebbe potuto dunque ridurre sostanzialmente i milioni di metri cubi di scavi sul fondale marino. Questo progetto non includeva la costruzione di un’isola artificiale e neanche tunnel sotterranei, previsti invece nel progetto MOSE per permettere alle persone addette di controllare le paratoie, quindi si sarebbero potuti evitare metri cubi di cemento in meno nel nostro mare.

La Paratoia a Gravità è stata testata in scala 1:20 nella vasca navale del Dipartimento di Architettura Navale dell’Università di Trieste e sarebbe risultata essere praticamente ad impazzo zero nei confronti dell’ambiente : tra le varie critiche mosse nei confronti del progetto approvato dal “Comitatone” atto a salvaguardare la laguna, c’è il grandissimo impatto ambientale che sta avendo e che ha portato alla creazione del gruppo ambientalista “NO MOSE”.

Ma sebbene questa proposta alternativa risultasse essere su vari aspetti migliore del MOSE, non era l’unica : Ve.P.E.R.L.A. ( Venezia Portualità e riequilibrio lagunare acque alte e portualità ) apre ad esempio gli occhi, su un’altro equilibrio possibile, senza un intervento cosi invasivo nei confronti della laguna. Il progetto Ve.P.E.R.L.A proponeva delle soluzioni e dei cambiamenti  applicabili al traffico marittimo della zona.

Spesso e volentieri si sono sentite delle critiche da parte degli abitanti della laguna veneziana nei confronti delle navi da crociera, che oltre a disturbare, deturpano, seppur momentaneamente, il paesaggio : questo progetto proponeva dunque l’interdizione delle navi da crociera dal bacino di San Marco e la creazione di una stazione marittima multifunzionale apposita per il loro attracco. Nella relazione presentata insieme al progetto si spiegava infatti come il continuo passaggio della navi crociera crei un dislocamento dell’acqua e quindi una continua erosione delle rive. Successivamente esplicava come sarebbe stato opportuno l’allungamento delle dighe foranee, mediante un doppio strato di massi naturali, e una modifica dell’organizzazione logistica della portualità lagunare.

Molti altri progetti sono stati presentati come ad esempio i “ Bracci a traliccio” , le “ Dighe omeodinamiche a gestione evoluta” ( D.O.G.E. ), il progetto “ Arca” e ancora lo “studio di chiusura delle bocche di porto della laguna di Venezia” , le “ dighe di gomma”, gli “ sbarramenti mobili per le bocche di porto della laguna di Venezia” e per ultimo ma non ultimo “ lo studio per salvare Venezia” : sono tutti reperibili sul sito del Comune di Venezia all’interno della sezione riguardante il MOSE.

Sembrerebbe comunque che in tutti i progetti, indifferentemente dalla loro tipologia, risultino esserci delle profonde critiche nei confronti di MOSE : infatti quest’ultimo non rispetta i tre requisiti fondamentali richiesti, ossia gradualità, sperimentalità e reversibilità.

Il MOSE  è stato sperimentato per la durata di 4 anni ma solamente con una singola paratoia e quindi non si può conoscere l’effettivo funzionamento se non fino al totale completamento del progetto. Per ultima viene citata la non reversibilità : in più occasioni nei testi dei progetti alternativi veniva spiegato che i moduli della struttura di base, una volta posizionati, non sarebbero potuti essere rimossi in seguito, non rispettando quindi uno dei requisiti essenziali di progetto.

La presentazione di progetti alternativi è iniziata nel lontano 1999, e solamente nel 2003 sono iniziati realmente i lavori di costruzione del Modulo Sperimentale Elettromeccanico che vedremo, secondo le previsioni, concluso e attivo entro il 2015.

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