“Quattro amici sulla Sarca”: un modo per comunicare le meraviglie del territorio

Per comunicare le meraviglie del suo territorio, il Parco fluviale della Sarca ha messo in campo il progetto «Quattro amici sulla Sarca»: sette videoclip che raccontano il paesaggio dal punto di vista dei suoi dettagli paesaggistici, culturali e scientifici. Essendo i filmati rivolti in particolare ai giovani, e pensati per la diffusione sui social network, ecco la scelta di farli interpretare a studenti del liceo Maffei di Riva del Garda. I sette filmati saranno online a breve.

Si tratta di un progetto di valorizzazione, di comunicazione e di conoscenza del fiume Sarca, dei suoi habitat, delle aree protette e della sua notevole biodiversità, attraverso il linguaggio audiovisivo, che si caratterizza per la trasversalità degli argomenti, così da comunicare la complessità, la varietà e la ricchezza del territorio che dà vita al Parco fluviale, e per la rappresentatività dei diversi luoghi che accompagnano il fiume, tutti molto delineati e forti sul piano dell’identità, a partire dalle Sarche fino alla foce, a Torbole.

I quattro studenti-volontari, Anna Pace, Davide Baldessari, Giovanni Arisi e Stefano Carminati (fanno parte delle classi della prof.ssa Paola Battocchi, che con entusiasmo ha aderito al progetto) nel corso del 2016 hanno recitato nei sette videoclip, raccontando (con inaspettata spontaneità) varie tappe del corso del fiume, con il suo ambiente naturale e la sua storia. Uno sguardo che si sofferma sui dettagli naturalistici e culturali che il corso d’acqua della Sarca – al femminile, come l’oronimo antico – svela nel suo scorrere. I sette videoclip (durano circa 4-5 minuti, realizzati da Roberta Bonazza e Luciano Stoffella) sono dedicati al lago di Toblino (uno spaccato di paesaggio che contiene elementi nascosti di enorme valore naturalistico, come gli uccelli acquatici, i canneti, oltre che elementi storici di rilievo, legati in particolare ai Madruzzo), alle Marocche di Dro (la geologia, le particolari caratteristiche del paesaggio arido, la leggenda della città di Kas e le tracce dei dinosauri), il ponte romano di Ceniga e i suoi dintorni (il ponte e l’uomo con riferimento al fiume come luogo di incontro, gioco e riposo), la chiesetta di Sant’Apollinare a Prabi (i gamberi di fiume nel celebre affresco, il valore storico e artistico del piccolo edificio sacro), il monte Brione (un luogo protetto di notevole pregio naturalistico, con, in particolare, le sue orchidee rare e protette), la Moletta (zona dalle notevoli curiosità botaniche, come la vegetazione ripariale, gli interventi di tutela dell’uomo, i salici, l’airone cenerino) e infine le Sarche (un crocevia del Parco Fluviale in cui si trova un grande murales narrativo).

La scelta di un prodotto culturale è legata all’obiettivo della divulgazione privilegiata sui social network, per una larga diffusione e la più immediata accessibilità, non solo per i giovani ma anche per una fascia generalista di adulti che, sempre di più, ricerca contenuti in rete. Un progetto sviluppato con particolare attenzione alla partecipazione e al coinvolgimento diretto del territorio, come nella filosofia del Parco fluviale della Sarca. Una narrazione in sette puntate che è stata presentata in anteprima lunedì 20 febbraio al liceo Maffei, nel corso dell’assemblea d’istituto, alla presenza per il Parco fluviale (Rete di Riserve della Sarca) della coordinatrice Micaela Deriu e della coadiutrice Giuliana Pincelli, con la regista Roberta Bonazza e l’autore delle riprese e del montaggio Luciano Stoffella.