Trento, “Il Tar ha contribuito a far crescere la nostra Autonomia”

Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento – comunemente detto Tar – compie trent’anni. Il traguardo è stato sottolineato ieri con un convegno nella sala Depero a palazzo della Provincia, presieduto dalla stessa presidente del Trga, Roberta Vigotti.

Tema: la funzione nomofilattica e l’integrazione delle fonti, laddove sarà bene ricordare che per nomo-filiachia s’intende, nella scienza giuridica, il compito di garantire l’osservanza della legge, la sua interpretazione uniforme e l’unità del diritto in uno Stato nazionale (come fa ad esempio la Suprema Corte di Cassazione).

La presidente Vigotti stamane ha ricordato come il tribunale amministrativo in regione sia arrivato con largo ritardo anche rispetto alla tardiva istituzione – rispetto al dettato costituzionale – dei Tar di tutta Italia. Si dovette attendere infatti la norma d’attuazione dello Statuto di autonomia introdotta nel 1984 e infine l’effettivo insediamento del 12 maggio 1986.

Da allora il percorso è stato sicuramente virtuoso e a riconoscerlo stamane è stato anzitutto il presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, che ha elogiato la giurisprudenza del Tar di Trento per i suoi costanti contributi al rinnovamento del pensiero giuridico e all’innalzamento della qualità stessa della normativa provinciale, che ci si sforza di tenere al passo con la modernità europea più avanzata. Dorigatti ha parlato dei giudici amministrativi come di “preziosi interlocutori dell’autonomia provinciale”.

Sulla stessa linea il presidente della Provincia autonoma, Ugo Rossi, secondo il quale le pronunce del Tar di Trento, in questi tre decenni, hanno migliorato il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadino, contribuendo a rafforzare quella coesione sociale su cui si basa il nostro modello autonomistico, all’insegna della responsabilità.

La successiva lectio del presidente emerito della Corte Costituzionale è stata un appassionato elogio dell’articolo 9 della Costituzione, che stringatamente recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”Giovanni Maria Flick – che ha ricordato anzitutto i suoi legami con il Trentino, frequentato sia da ministro della Giustizia, sia da magistrato, sia infine da studioso per incontri con gli studenti – ha osservato che verso l’articolo 9 e altri passaggi della carta costituzionale ci sono a tutt’oggi gravi inadempienze della nostra Repubblica. In particolare Flick ha auspicato una cultura dell’essere, da contrapporre alla cultura codicistica e napoleonica del possedere.

Il convegno è proseguito con relazioni più tecniche, a partire da quella di Ermanno de Francisco, presidente della sesta Sezione del Consiglio di Stato. Nel pomeriggio dalle ore 14.30 alle 17.00 la seconda sessione, conclusa dalla relazione di sintesi di Roberta Vigotti.