Claudio Cia: “Accattoni di professione: ormai parte dell’arredo urbano?”

D’ora in poi sarà di 900 euro la sanzione amministrativa comminata da sindaco o prefetto a chi lede il decoro urbano. Detta così sembra una cosa seria, ma l’iniziativa dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, è la solita “taglianada”, confezionata per gettare fumo negli occhi agli italiani ai quali si vuole far credere che instaurando sanzioni e divieti si opera per la loro sicurezza e per la salvaguardia del territorio.

Con queste parole si pronuncia Claudio Cia, Consigliere Provinciale e Regionale per Civica per Trento, continuando:

Primi obiettivi di questo provvedimento ministeriale sono, guarda caso, i senza fissa dimora, extra comunitari, e sono migliaia, che vagolano per il nostro paese come fantasmi e verso i quali, l’indifferenza si traduce in risposta politica”.

E ancora: “La non-risposta, cioè, che i nostri politici riescono a dare di fronte a un problema che andrebbe affrontato invece con metodo e chiara determinazione, nel rispetto di tutti, cittadini residenti e persone che per cause diverse sono capitate sul nostro territorio, e che non siamo stati in grado di ospitare. Quella che viene presentata come un’arma in più in mano ai sindaci che riusciranno così meglio a garantire la sicurezza dei cittadini, e la legge, non aggiunge nulla allo status quo, anzi, procura una privazione, o meglio, attua una mistificazione capace di nascondere le lacune del nostro sistema di accoglienza agli occhi dell’opinione pubblica.”

Proseguendo: “Basti pensare che non si affronta il problema immigrazione rimpallando da un comune all’altro dei poveri disgraziati che, certamente avranno infranto la legge, non diventeranno più virtuosi solo perché spostati in un altro comune. In penuria di risorse per presidiare convenientemente il territorio, contiamo poi, con disgustosa ironia, di finanziare il progetto “strade pulite” sanzionando dei miserabili che non potranno mai pagare”.

Concludendo infine: “Ancora una volta, l’ennesima, la politica è a proporre provvedimenti non applicabili e si dimostra lontana dalla realtà. Solo facendo veramente i conti con la realtà si può sperare di trovare soluzioni ragionevoli”.