Urzì: “Ecco come la politica sociale della Provincia trascina sul lastrico i bolzanini”

Ecco come la politica sociale della Provincia trascina sul lastrico i bolzanini. Un nucleo familiare guadagna 6320 euro all’anno, l’Ipes chiede un affitto mensile di 50 euro ma spese condominiali per quasi 4000 euro all’anno.

Con queste parole, in una nota ufficiale, Alessandro Urzì, L’Alto Adige nel cuore, che continua:

Vediamo: un reddito annuo lordo di 6320,15 euro, per una intero nucleo familiare, un alloggio sociale da pagare (e già qui qualche dubbio sorge sul fatto che si debba pagare con un reddito così), ma il canone è di soli 50 euro mensili. Ad esso però vanno aggiunte le spese per locali accessori per un totale di 34,85 mensili. Il tutto è dettato dall’art. 112 della L.P. n°13/98 e succ. modifiche. Il che corrisponde a 1018 all’anno. Ma non è tutto. Può esserci spiegato come l’Ipes può oltre a tutto questo pretendere dall’inquilino anche il pagamento di 306,66 euro al mese (sì, al mese) di spese condominiali?

Precisando: Il che corrisponde 4698,12 euro all’anno, di spese condominiali e pigione. Che cosa dovrebbe mangiare questa famiglia? Il caso che grida vendetta verrà sottoposto con procedura d’urgenza martedì prossimo nel question time del Consiglio provinciale all’assessore Tommasini.

Proseguendo: E’ evidente che si tratta di un abuso verso un nucleo familiare di bolzanini in evidente difficoltà e che viene costretto o a rinunciare all’alloggio andando a dormire al dormitorio o a non mangiare.

Concludendo: Verrà chiesto un provvedimento di urgenza per restituire dignità a questa famiglia e rivedere l’applicazione delle spese condominiali al di fuori di ogni parametro sociale agli inquilini in difficoltà. Per loro e per chissà quanti altri altoatesini nelle medesime condizioni.