Disoccupazione, diminuzione ancora modesta: “necessario un piano straordinario”

“Il tasso di disoccupazione è all’11,7%, il livello più basso degli ultimi 4 anni.” – afferma oggi l’Istat. Una diminuzione ancora modesta, che non è certo in grado di segnare una vera svolta nel drammatico quadro occupazionale nel nostro Paese.

“Il Lavoro, lo sosteniamo da tempo, è l’elemento fondamentale sul quale basare una ripresa stabile e duratura.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef. Per fare ciò è necessaria una ripresa ben più decisa e stabile, specialmente dell’occupazione giovanile, che al Sud segna ancora punte oltre il 60%. Un dovere non solo dal punto di vista economico, ma anche e soprattutto da quello sociale: in questo modo si restituirebbero speranze e prospettive ai giovani e ad un Paese intero.

È ora di stanziare i dovuti investimenti per la ricerca, lo sviluppo tecnologico, la messa in sicurezza e la modernizzazione delle infrastrutture: tutte operazioni indispensabili per rimettere in moto il mercato del lavoro e dare nuovo ossigeno alla domanda interna.

Il nostro Osservatorio Nazionale ha infatti calcolato che, se il tasso di disoccupazione si attestasse ai livelli pre-crisi, quindi ad un 6% (che comunque a nostro parere è ancora eccessivo), il potere di acquisto delle famiglie registrerebbe un incremento di circa +40 miliardi di Euro l’anno.

Una dinamica che, dando nuovo impulso alla domanda interna, avvierebbe un circolo virtuoso spingendo la ripresa della produzione che alimenterebbe, a sua volta, la crescita dell’occupazione.

Alla luce di tali meccanismi appare evidente e improrogabile la necessità di un Piano Straordinario per il Lavoro che, al fianco dello sviluppo, agisca anche su uno dei patrimoni primari e vitali per il nostro Paese: le bellezze artistiche e paesaggistiche, attraverso un piano per la preservazione e la valorizzazione che incentivi il turismo e qualifichi l’offerta.

Riteniamo ancora alquanto marginali le misure di contrasto alla povertà (e comunque ci riserviamo di fornire giudizi compiuti solo in seguito alla disposizione dei decreti attuativi), ma continuiamo a pensare che il vero modo per aiutare e sostenere le famiglie sia quello di restituire loro le opportunità e la dignità che solo il lavoro può dare.