L’On. Antonio Guidi: “Anche io nel 1945 ero ritenuto un Charlie eppure sono ancora vivo”

“Quando nacqui nel 1945 mi davano tutti per morto anche se dentro il mio petto si nascondeva un piccolo, flebile battito. I medici non credevano in me…i miei genitori, loro si..e avevano ragione!!”, sono queste le parole pronunciate da Antonio Guidi, deputato e membro di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale,  che ha voluto così commentare la vicenda del piccolo Charlie, costretto a morire perchè affetto da una malattia rara.

“Per lunghi anni – continua Antonio Guidi – i migliori medici del Paese ripetevano “Non capirà mai, non parlerà, non camminerà mai signora…suo figlio è meglio che muore”. Dentro di me urlavo per quel silenzio che non riuscivo ad infrangere parlando, ma capivo tutto!! A 4 anni ho iniziato a parlare..e a 11 a camminare. Le estenuanti ore di fisioterapia costosissima alla fine mi hanno ripagato..alla faccia di quella scienza asettica e senza cuore e senza speranza che mi aveva dato per spacciato e mi aveva condannato tante volte. In questi giorni mi si stringe il cuore a pensare al piccolo Charlie Gard e penso a chissà che destino avrei avuto se questa crudele Corte europea dei diritti umani avesse potuto decidere il mio destino”.

Stroncare la voglia di vivere, la speranza di queste vite difficili priva l’umanità di una delle missioni più importanti della vita stessa: quello del sorreggersi, dell’aiutarsi. Guidi poi conclude affermando che “Questa deriva crudele è destinato a coinvolgere presto o tardi tutti noi, nessuno escluso, nessuno può dichiararsi immune dall’essere coinvolto in prima persona. Il mio pensiero va ai genitori del piccolo Charlie che hanno creduto e credono ancora in lui…e un pensiero ancora più grande a questo piccolo guerriero al quale non viene data la possibilità di condurre la sua battaglia”.