Addio a Gualtiero Marchesi: padre della nuova cucina italiana

Addio a Gualtiero Marchesi, maestro della cucina italiana, morto per ironia proprio il giorno dopo Natale, evento particolarmente rinomato per una certa attenzione alla cucina di cui lui era stato indiscusso maestro.

Figlio d’arte, era nato a Milano e mosse fin da subito i primi passi in ambito gastronomico e nella ricerca del proprio, personale percorso culinario. Nel dopoguerra si trasferì in Svizzera, dove perfezionò la sua conoscenza frequentando, dal 1948 al 1950, la scuola alberghiera di Lucerna. Rientrato in Italia, rimase per alcuni anni nell’albergo familiare, per proseguire il suo perfezionamento a Parigi.

Nel 1977 fondò il suo primo ristorante nel capoluogo lombardo, ottenendo nel 1978 il riconoscimento della stella dalla Guida Michelin, e nel 1986 ricevette, primo ristorante in Italia, il riconoscimento delle tre stelle della guida francese.

Fu anche l’uomo che disse “Ciò che più m’indigna è che noi italiani siamo ancora così ingenui da affidare i successi dei nostri ristoranti — nonostante i passi da gigante che il settore ha fatto — a una guida francese”. Il riferimento era alla Guida Michelin e quello scontro portò il maestro a “restituire” le stelle.

I funerali probabilmente venerdì a Milano, poi le spoglie saranno portate nella tomba di famiglia a San Zenone, nel Pavese.

“Salutiamo con profonda commozione Gualtiero Marchesi – è il messaggio del sindaco Beppe Sala – maestro della cucina e padre della cultura gastronomica italiana. Una lunga carriera e la voglia di non mollare mai. Soprattutto, la volontà di insegnare ai tanti giovani chef che sono passati dai suoi ristoranti. Milano gli deve moltissimo”.