AIUTI ALIMENTARI IN CATTIVE MANI: AFFETTATI, FORMAGGI, GLI STRANIERI NON MANGIANO E GETTANO

Destinatari ingrati o screditamento voluto degli enti benefici? Sono tante le realtà in città che dedicano tempo volontario per la raccolta e la distribuzione di derrate alimentari presso i centri distribuzione. Ore e ore di volontariato per rispondere a un’emergenza che probabilmente per alcuni è recepita come un “tutto dovuto”, con incuranza per chi ha bisogno davvero. In questi giorni però è in atto uno scempio. Gli aiuti sarebbero gettati via da persone che li richiedono, li ritirano e poi non li consumano.

Gli enti e le associazioni hanno un’organizzazione ottima e lavorano ogni giorno, a Trento e periferie, più volte abbiamo scritto della loro attività: destinano alimentari per i poveri; si tratta di TrentinoSolidale onlus, Caritas, Banco Alimentare, Enti religiosi e di carità.

Tuttavia mai si era visto accadere qualcosa del genere: se da una parte si lamenta che mancano i soldi per l’acquisto del cibo, dall’altra parte del cibo confezionato destinato ai bisognosi non è gradito, o almeno così pare.

Al punto che nei bidoni di Trento Nord e della Zona Est della città si sono trovati, ormai parecchie volte, i residui ancora integri delle confezioni scartate perché non gradite. La Lega Nord tuona contro la destinazione poco controllata dei generi alimentari: meglio destinarli a chi li chiede direttamente? Si tengono in considerazione i parametri ICEF per la destinazione del cibo?

“Usufruiscono degli aiuti stranieri e italiani, gente di ogni etnia – hanno dichiarato Moranduzzo e Giuliani – le segnalazioni toccano anche Gardolo, Madonna Bianca, San Pio X”.

La tesi della Lega Nord è che gli aiuti destinati ai poveri che sono di origine straniera siano scartati perché non adatti, probabilmente per la presenza di strutto o maiale, in alcuni casi, o perché non graditi semplicemente, per questo la Lega Nord auspica che il cibo sia destinato alle famiglie trentine se disponibile, in alternativa introducendo le tessere prepagate per il cibo solidale, mantenendo come intermediario l’ente benefico, ma da utilizzare presso i supermercati, dove i “poveri” possono fare la spesa prendendo solo quello che non gettano via. Ammesso che in tanti di questi casi, di veri bisognosi si tratti.

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