Infortuni sul lavoro: boom di denunce e sinistri anche in Trentino. Civettini: “Si faccia chiarezza”

Ci sono dati e fatti rispetto ai quali non solo non è ammissibile un atteggiamento di indifferenza istituzionale, ma qualora esso si manifestasse sarebbe da ritenersi riprovevole. Uno di questi fatti è senza dubbio costituito dall’aumento – purtroppo esponenziale – di denunce di infortuni sul lavoro. Un fenomeno che interessa tutta la penisola e che, purtroppo, non risparmia affatto il territorio provinciale trentino, è quello dell’aumento degli infortuni sul lavoro. Più precisamente, si tratta dell’aumento delle denunce e dei sinistri. Ad affermarlo, in una nota stampa, è il Consigliere Claudio Civettini, Civica Trentina che continua:

Ma non un aumento marginale, tutt’altro. Si registra, infatti, un incremento a doppia cifra percentuale in tutti i settori: edilizia, trasporti, agricoltura, manifatturiero, terziario e altre attività, in settori che, come ben sappiamo, soffrono anche una contrazione quasi fatale.

In Trentino – si continua a leggere nella nota – nei primi mesi del 2017 l’Inail segnala 2.306 denunce, il 17% in più dello stesso periodo dell’anno scorso. Che già registrava un incremento del 4%, dopo anni di leggero calo. Ora, benché si tratti di un fenomeno – come poc’anzi detto – di respiro nazionale, ciò non autorizza in alcun modo a minimizzarlo.

Tanto più che, ad esaminarlo dettagliatamente, il fenomeno oltre ad essere in crescita presenta aspetti oggettivamente molto gravi. Basti pensare all’alta incidenza di infortuni accaduti a donne, sostanzialmente il doppio rispetto ai colleghi maschi. Questo dato dimostra che pure la categoria delle donne, notoriamente dotate di una struttura meno protettiva dell’uomo sul versante della fisicità in condizioni di lavoro manuale, non è assolutamente tutelata nell’ambito occupazionale e professionale.

Più in generale, l’emergenza di infortuni sul lavoro alimenta però un quesito: siffatto aumento è da ritenersi riflesso di un «sommerso», in termini di sicurezza occupazionale, emergente e prima non denunciato, oppure quello in corso è proprio un aumento degli infortuni? Forse si è registrato, anche a livello locale, un calo dei controlli e delle verifiche su questo versante? Dal momento che non si sta parlando di un tema qualsiasi, bensì di vitale importanza è doveroso che l’Amministrazione provinciale chiarisca quanto prima questi passaggi, sui quali si gioca tantissimo non solo in termini istituzionali ma anche e soprattutto di civiltà.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere

  • Se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa il fatto che per il Trentino, nei primi mesi del 2017, l’Inail segnala 2.306 denunce, il 17% in più dello stesso periodo dell’anno scorso (che già registrava un incremento del 4%, dopo anni di leggero calo);
  • Se corrisponda al vero che siffatto fenomeno ed aumento registrata anche un’alta incidenza di infortuni accaduti a donne, sostanzialmente il doppio rispetto ai colleghi maschi;
  • Se non reputa tutto ciò estremamente grave, per non dire del tutto inaccettabile;
  • Se siffatto aumento di infortuni – per quanto di conoscenza dell’Amministrazione – sia da ritenersi riflesso di un «sommerso», in termini di sicurezza occupazionale, emergente e prima non denunciato, oppure quello in corso è da considerarsi proprio un aumento degli infortuni;
  • Quanti e quali controlli sulla sicurezza sul lavoro sono stati effettuati – e con quali esiti – negli anni 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016;
  • Entro quali termini e secondo quali modalità intenda attivarsi per fare in modo che il fenomeno dell’aumento, viene purtroppo da dire del boom di denunce di infortuni sul lavoro in atto in Trentino venga a ridimensionarsi al più presto.