Degasperi (M5S): «Dellai sugli scudi per affossare il taglio degli stipendi parlamentari»

«Ieri in Parlamento il deputato trentino Lorenzo Dellai, capogruppo di “Democrazia Solidale – Centro Democratico” si è distinto per aver messo la faccia sull’insabbiamento del disegno di legge per il dimezzamento degli stipendi parlamentari, rispedito in commissione fino a data da destinarsi».

Così, in una nota ufficiale, il Consigliere Provinciale Filippo Degasperi, in merito alla vicenda che ha visto protagonista, nella giornata di ieri, il deputato trentino Dellai.

E si legge ancora: «Si tratta della stessa persona che fa propaganda per il sì al referendum costituzionale con l’argomento forte che così si riducono i costi della politica (o meglio si riduce il numero dei senatori, col piccolo inconveniente di sottrarne l’elezione ai cittadini). Poco importa – continua Degasperi – che col dimezzamento degli stipendi parlamentari si sarebbe risparmiato molto di più. Come il rinvio di ieri ha ampiamente dimostrato, l’argomento della riduzione dei costi è solo uno specchietto per le allodole per ottenere il via libera a riforme che danno tutto il potere in mano alla partitocrazia»

Insistendo: «Al di là di ciò è interessante fare una riflessione sul perché Lorenzo Dellai abbia scelto un profilo così schierato. La spiegazione che ci diamo noi è che da fervente seguace del renzismo di lotta e di governo e da uomo che ha sempre saputo coltivare i rapporti, l’onorevole Dellai non poteva certo farsi scappare l’occasione di pavoneggiarsi agli occhi del signore che oggi determina le sorti d’Italia con piglio feudale e che domani vorrebbe addirittura accrescere i propri poteri grazie alla “schiforma” ideata a tre mani con madama Boschi ed il fido Verdini».

Proseguendo: «Del resto l’onorevole Dellai deve sentire una certa “comunanza spirituale” con Renzi. Tutti ricordano lo stile col quale governava Trentino e le varie avventure di cui si rese protagonista grazie alle abbondanti finanze pubbliche dell’epoca». Continuando: « Di una di queste “storie di successo” sono stati resi noti proprio oggi i frutti: nel 2012 il governatore inaugurava una centrale elettrica a Tserovo, in Bulgaria. L’opera era stata resa possibile grazie ad un accordo fra il Trentino e il governo bulgaro datato 2003 (c’era sempre lui… quando si dice la lungimiranza!)».

E ancora: «Purtroppo però qualcosa nel “progetto all’avanguardia sul piano della partnership pubblico privato” non deve aver funzionato perché a quanto pare la ditta che si era occupata di realizzare la centrale è fallita e adesso va all’asta con un passivo di 95 milioni. Un altro glorioso lascito dell’“era Dellai”? A tutt’apparenza sembrerebbe proprio di sì, ma del resto lui è ormai approdato in Parlamento dove è al lavoro per riprodurre anche su scala nazionale questi “successi”, ad esempio distinguendosi nella battaglia a favore di una riforma della Costituzione che finirà col dare il colpo di grazia a quell’Autonomia speciale della quale per 15 anni Dellai ha sviolinato le lodi».

Concludendo infine: «L’ex governatore è già oltre, e se farà contento Renzi non dubitiamo che il suo posto da deputato gli sarà meritatamente confermato. Intanto, per chiarire le ricadute sulle finanze pubbliche e sulle tasche dei cittadini dell’“esempio positivo di internazionalizzazione” cantato dall’onorevole Dellai nel 2012 e rumorosamente naufragato in questi giorni, noi abbiamo depositato apposita interrogazione»