Dignità del lavoro giornalistico, Fabrizio Franchi: “Il giornalismo o è professionale o non è”

Oltre 4 mila euro investiti per la formazione professionale per aspiranti pubblicisti, 13 mila invece sono stati investiti nella Formazione professionale continua. Sono queste le spese che toccano direttamente i giornalisti iscritti all‘OdG del TAA che ha tenuto, oggi, l’Assemblea Annuale presso la Sala Falconetto del Comune di Trento.

“L’analisi fatta oggi, relativamente alla salute dell’OdG del TAA è chiara: gli iscritti sono in flessione, mentre aumentano le donne, nello scorso anno c’è stata l’iscrizione di 17 professionisti, 28 pubblicisti, 11 praticanti e 6 giornalisti tecnici, il rapporto tra professionisti e pubblicisti, anche in Trentino, è sbilanciato – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Fabrizio Franchi – il problema della professionalità, però, è
stato considerato: da quest’anno è in vigore il Testo Unico per la Deontologia, che riassume tutte le Carte giornalistiche italiane, per il TAA è stato redatto anche in lingua tedesca.”

In TAA però vi sono dei problemi che riguardano l’attuale assetto istituzionale dell’Ordine, Regionale, con sede a Trento. Bolzano, per iniziativa dei giornalisti della RAI, dal 2014, ha messo in atto un processo di autonomia che prevede la creazione di due diversi ordini regionali, uno per il Trentino e uno per l’Alto Adige, un processo che è stato reso noto recentemente e chi si inserisce in una panoramica nazionale affatto
diversa. L’OdG di Roma infatti sta concertando un ridimensionamento da 148 a 36 membri del Consiglio, con rappresentanza per Regioni. Il problema principale riguarda dunque le Minoranze linguistiche – sottolineato anche dagli interventi in sala – che rischiano di non essere rappresentate. “Il giornalismo o è professionale o non è” ha detto in conclusione Franchi.

Il Consiglio di Disciplina, rappresentato da Folgheraiter, ha evidenziato una flessione degli interventi, ridotti a pochi casi nel 2015, e secondo l’OdG è dovuta principalmente all’attività di Formazione permanente a cui sono sottoposti i giornalisti, che sta notevolmente riducendo i casi di esposto e di conseguenza i casi di ricorso agli esposti, sospensione, radiazione e espulsione. Nel 2015 i giornalisti che sono stati tolti
dall’Ordine erano principalmente in difetto di morosità o inattivi.
Novità anche per gli Editori: il TAR ha sospeso l’iter delle modifiche di legge per l’Equo Compenso, vedasi il caso L’Espresso. “Il lavoro di un giornalista, a conti fatti, è retribuito al netto delle spese e delle tasse 0,40 cent l’ora, 1 euro per le foto, 5 cent per riga – ha spiegato Roberto Franceschini – tanto che risulta vantaggioso dal punto di vista economico, per chi non ha un contratto in un quotidiano cartaceo o in un periodico
o in RAI, svolgere altre mansioni, guadagna più una donna delle pulizie a nero che un giornalista del web”.

Esercitare la professione giornalistica senza essere iscritti all’Ordine, in Italia, è reato, ancor più se si lavora su internet e la testata non è registrata né in Tribunale né al ROC. In questo senso sta andando la Riforma dell’Ordine (ndr che dal 2016 chiude al passaggio da pubblicisti e professionisti per praticantato).

In merito al problema del lavoro ha sottolineato Paissan: “Seppure dal punto di vista strettamente fiscale con la Riforma del lavoro si sono ottenuti sgravi di 8.500 euro per ogni neoassunto da precariato per la durata di 3 anni il risultato sono poco più di mille assunzioni.” E ancora sulla professione: “La Normativa attuale risale al 1963: questo non aiuta a migliorare la professionalità dei giornalisti che vi accedono, ad oggi, per
grazia ricevuta degli editori.”

Utopie del futuro: Carlo Verna ha scritto in merito diverse proposte per migliorare l’accesso alla professione, un generico accordo però di ha su alcuni punti. La Laurea Triennale, in qualsiasi settore, due anni di praticantato giornalistico, confluire in un unico bacino dal quale gli editori selezionano i collaboratori e i dipendenti.

L’attuale “contratto capestro” – così definito trasversalmente dall’OdG TAA in atto – va tutelato per la dignità della professione giornalistica. E’ la conclusione del dibattito a cui sono giunti i giornalisti trentini nella giornata di oggi.

Di Martina Cecco