Fantinati: “E’ un complotto per screditare il M5S”

“Non sanno più come combatterci”, con queste parole Mattia Fantinati ha replicato alle polemiche sorte intorno alle spese sostenute da lui e da altri parlamentari del M5S. Sono 31 mila euro i soldi da lui spesi per spese di rappresentanza, una cifra alta anche se – come ricorda Fantinati stesso – “Noi abbiamo rifiutato i rimborsi elettorali e paghiamo tutto di tasca nostra: lo facciamo in trasparenza. Personalmente ho sempre cercato di pagare sale, convegni, relatori, corsi, incontri con imprenditori e associazioni, incontri internazionali che aiutano le nostre imprese del territorio a far grande il made in Italy. Pensate, in decenni di politica nessun parlamentare nel mondo ha mai restituito nulla, anzi si sono intascati di tutto, anche le tangenti. Inoltre le loro attività sul territorio sono pagate con i nostri rimborsi elettorali, in teoria aboliti dai cittadini con referendum 1993″.

Fantinati ha poi ricordato – dalla sua pagina facebook – che “Per la prima volta ci sono dei parlamentari che restituiscono, che hanno creato un fondo che oggi ha fatto nascere 3000 imprese. Risultati impensabili prima del Movimento 5 stelle”

La polemica è sorta quando si è venuti a sapere che nell’ ultimo quadrimestre (maggio-agosto 2016) il M5S Senato ha speso 748.875 euro, la maggior parte dei quali (oltre 350mila euro) per «personale e collaboratori». I deputati non hanno una rendicontazione quadrimestrale come gruppo, l’ ultimo bilancio è relativo al 2015, dove si legge che gli «oneri» sono stati di 3,7 milioni di euro (350mila euro più dell’ anno precedente).