I profughi e il Brennero

Ma che cosa credevano quelli che “facciamoli venire tutti”, quelli che “l’accoglienza”, “la solidarietà”, “siamo tutti cittadini del mondo”? Che si potesse far arrivare impunemente centinaia di migliaia di africani senza che ciò avesse delle ripercussioni sulla vita e il portafoglio di ciascuno di noi?

Che cosa vuoi che sia – dicono i buonisti – per noi italiani assorbire un po’ di immigrati clandestini e pagare 35/40 euro al giorno per ciascuno di loro? Allora andiamo a prenderceli in mezzo al mare con i potenti mezzi della Marina, che così, paradossalmente, invece di difendere da un’invasione si trova a doverla favorire!
Tanto – sragionavano- per l’Italia passano solo. Poi vanno in Austria, in Germania e verso la Scandinavia.  Un bel par di palle! Perchè gli altri, Austria, Ungheria, Slovenia, Polonia mica sono scemi. E appena hanno cominciato a vedere che di stranieri ne arrivano troppi,  Shengen o non Shengen,    hanno deciso di chiudere le frontiere..

E adesso scoppia la bomba Brennero, porta principale per gli scambi di persone e merci fra l’Italia e l’Europa centrale. L’Austria, ben sapendo che quest’estate sulle coste italiane di immigrati ne sbarcheranno 300 mila o giù di lì, ha deciso di chiudere la frontiera e ripristinare i controlli doganali.  Sanno benissimo gli austriaci, che non sono fessi, che l’Italia accoglie tutti i clandestini, molti dei quali se ne vanno a nord distribuendosi nei vari stati. E siccome in Austria di posto non ce n’è, chiudono le porte. Così il Brennero si trasformerà in un grande cul de sac dove si affolleranno in code di chilometri gli immigrati respinti dagli austriaci, mescolati a turisti e camionisti. I danni per la nostra economia non si faranno attendere. Chi glielo farà fare a un tedesco o a un olandese di venire a passare le vacanze in Italia se si deve sobbarcare ore e ore di coda alla frontiera? E anche il traffico merci, soprattutto dei prodotti freschi, subirà gravi danni. Che si andranno a sommare a quelli provocati dalle sanzioni alla Russia e dalla crisi. E così, alla faccia della ripresa annunciata da Renzi, si perderanno altri posti di lavoro e altre aziende andranno in sofferenza o chiuderanno. Sono questi i risultati della politica demenziale dell’accoglienza!