Insegnamento dell’italiano, Urzì: “nelle scuole tedesche eliminati riferimenti culturali”

“A Bolzano, la Giunta provinciale ha pronta una proposta di deliberazione per cancellare ogni riferimento alla “letteratura e alla cultura italiana” dalla dicitura relativa alla classe di concorso per l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole superiori tedesche.”

Così esordisce Alessandro Urzì, consigliere provinciale de “l’Alto Adige nel cuore”, in una nota ufficiale, proseguendo: “denuncio apertamente questo proposito e ho pronta una interrogazione per richiedere un urgente ripensamento”.

E ancora: “prima la classe di concorso si chiamava “Lingua e lettere italiane, seconda lingua”. Ora con la riforma diventerà solo “Italiano seconda lingua”, con l’eliminazione di ogni aspetto legato alla cultura ed alla letteratura della lingua di Dante. La pulizia linguistica in atto in Alto Adige passa anche dalla limitazione dell’insegnamento nelle scuole tedesche della sola lingua italiana, cancellando per legge ogni riferimento culturale e letterario che dovrebbe invece costituire l’anima dell’insegnamento della seconda lingua per gli studenti del gruppo tedesco”.

Proseguendo, “un dettaglio di forma che potrebbe avere grandi riflessi sulla sostanza, inducendo l’apprendimento della lingua italiana in maniera più asettica possibile, evitando quella reciproca influenza che lingua e cultura da sempre esercitano vicendevolmente. Diciamo lingua e pensiamo popolo, un concetto che gli artefici della “pulizia etnica” strisciante in atto in provincia di Bolzano vogliono a tutti i costi evitare”.

Concludendo infine: “in realtà riesce difficile, quando parliamo di insegnamento di una lingua, limitare il discorso a regole, costruzioni e grammatica perché per poter disporre appieno di uno strumento linguistico è necessario poterlo contestualizzare. Non si apprende compiutamente una lingua se non se ne conoscono a fondo gli ambientamenti culturali, storici e letterari in cui la stessa è immersa”.