Istat: in calo a maggio fiducia di consumatori e imprese, ai minimi da 2015

A maggio l’indice del clima di fiducia dei consumatori e l’indice composito del clima di fiducia delle imprese diminuiscono passando rispettivamente da 107,4 a 105,4 e da 106,8 a 106,2. Lo ha comunicato l’Istat. Per la fiducia dei consumatori si tratta del dato più basso da gennaio 2015.

Una flessione che – si legge nella nota inviata da Federconsumatori – considerando le drammatiche condizioni economiche in cui purtroppo versano molte famiglie, non ci sorprende affatto.

Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori registrano un calo, seppur con intensità diverse: il clima economico e il clima personale passano rispettivamente da 125,0 a 124,7 e da 101,5 a 100,2; il clima futuro diminuisce da 110,1 a 108,1 e quello corrente passa da 105,6 a 105,2.

I giudizi dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese rimangono stabili, mentre le aspettative peggiorano (il saldo da -32 a -33); continuano ad aumentare, per il secondo mese consecutivo, le aspettative sulla disoccupazione (da 29 a 33 il relativo saldo). La disoccupazione dopotutto si attesta a livelli allarmanti ormai da anni, i consumi non accennano a risollevarsi e l’intero sistema economico mostra ancora gravi e lampanti segni di instabilità e precarietà: è evidente che le prospettive per il prossimo futuro non appaiono rosee.

Con riferimento alle imprese, nel mese di maggio si registrano segnali eterogenei fra i settori indagati: il clima di fiducia cala nel settore manifatturiero e in quello dei servizi (l’indice diminuisce, rispettivamente, da 107,7 a 106,9 e da 107,2 a 105,5); nelle costruzioni l’indice rimane sostanzialmente stabile (da 128,0 a 128,1) e nel commercio al dettaglio registra un incremento passando da 110,8 a 111,1.

L’avvio di un Piano Straordinario per il Lavoro, presupposto indispensabile per restituire un futuro ai cittadini, non è più rinviabile, si legge in conclusione nella nota stampa di Federconsumatori. E’ necessario imprimere una svolta all’economia, rilanciando investimenti per la ricerca e lo sviluppo, per la realizzazione e la modernizzazione delle infrastrutture, per la messa in sicurezza antisismica, nonché per la valorizzazione e qualificazione dell’offerta turistica e per la salvaguardia del patrimonio culturale e paesaggistico.