La lista di proscrizione anti famiglia naturale

La novità di questi giorni, tra le dimissioni di Marino, il ricorso al Tas di Valentino Rossi e lo scagionamento di un presunto terrorista islamico, è qualcosa di stupefacente, tragicamente stupefacente.
Si credevano finiti i tempi in cui si marchiavano persone e negozi con la stella di Davide nella Germania nazista, o le microspie sparse ovunque nell’Unione Sovietica sempre pronte a scovare presunti sovversivi del regime comunista. Sembra lontano il lungo “secolo del terrore” francese, eppure, in Italia ogni tanto questo spettro riappare. L’articolo 21 della Costituzione è sempre più osteggiato da una fronda di neogiacobini aggressivi e violenti che, partendo dal presupposto che la giustizia sommaria e il processo alle intenzioni sono i metodi più democratici possibili, sta creando una cultura del terrore che rievoca tragici eventi della storia umana.
E’ apparso infatti il portale web RIRO, ossia il Registro Italiano Razzisti e Omofobi; ma che cos’è? Per fugare ogni dubbio si riprende pari pari quanto scritto sullo stesso portale:

«RIRO è un modo di difendersi dalle persone pericolose che ogni giorno cercano volontariamente o involontariamente di fare del male al prossimo.
Ogni sistema di controllo coercitivo del prossimo è stato caratterizzato da alcune terribili circostanze, come il marchio.
Marchiare il prossimo ad esempio, era un modo per i Nazisti di ridurre ad oggetto lo schiavo ebreo, omosessuale, di un’altra qualsiasi minoranza etnica. per rendere schiavo un essere umano, farlo diventare un numero.
Lo scopo di RIRO è ritorcere quest’arma contro le persone che sono figlie di quel tipo di comportamenti, come razzisti, omofobi e altra gente simile, RIRO e le persone che inseriscono i nominativi non cercano vendetta, ma come fratelli uniti, avvisiamo altri fratelli della pericolosità di determinate persone, così che si possa starne alla larga, evitarle, emarginarle.
In RIRO non inseriremo MAI indirizzi delle abitazioni dei nostri nominativi, perché non vogliamo metterli in pericolo, non vogliamo nemmeno punirli. Vogliamo soltanto difenderci dai loro modi di fare incivili e bizzarri allontanandoli dai consessi civili nei quali ci ritroviamo».

Dunque RIRO sarebbe un portale di difesa da persone pericolose che fanno del male al prossimo, e anche se il reato d’opinione secondo il verbo degli autori del portale è commesso involontariamente, si può finire nel registro dei cattivi. Lo scopo, nel pieno rispetto dei dettami costituzionali e dei più elementari principi del diritto (l’ironia è d’obbligo), è quello di ritorcere ai cattivi omofobi e razzisti tutta la violenza che si meritano, segnalandoli al mondo in modo che siano condannati all’esclusione sociale. La sentenza emessa dai giudici popolari è senza se e senza ma, come quella delle ignobili Brigate Rosse che uccisero Aldo Moro: «Dopo l’interrogatorio ed il Processo Popolare al quale è stato sottoposto, il Presidente della Democrazia Cristiana è stato condannato a morte» (Comunicato n.9 del 5/5/1978).
La colpa di Moro è stata di essere democristiano, cioè non comunista. Oggi la colpa dei nomi che si leggono nel portale RIRO è quella di pensarla diversamente da chi sostiene che la natura sia subordinata alla cultura. La colpa sta nel sostenere che la famiglia ontologicamente formata è quella tra maschio e femmina, e che chi nasce maschio rimarrà maschio e chi femmina rimarrà femmina. Pena la diffamazione, il processo sommario, la gogna pubblica e l’esclusione sociale.
In Siria ed in Iraq la libertà e la vita delle persone è compromessa dal delirio di fanatici convinti che il loro credo sia l’unico legittimo e possibile, ma l’ISIS in Italia ha già dei concorrenti, e si firmano RIRO. La differenza, per ora, è che l’ISIS marchia le case dei cattivi con la N di Nazoreo, RIRO invece li marchia con l’appellativo di Omofobi e Razzisti.
Quindi, la vera segnalazione più che su un portale del genere, va fatta al servizio di Polizia Postale.

Diego Marchiori

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