LE CHIESE TRENTINE: IN CITTA’ COME IN PAESE, I RUDERI AVANZANO, IL Ss REDENTORE DI TRENTO

La chiesa del SS Redentore di Trento sta lì, da tre anni a questa parte, quasi inutilizzata: una delle chiese più belle e significative della città, costruita in stile neoromantico, capeggia sulla sommità di Piazza Fiera, ad angolo con viale Piave, dal 1889 fu edificata su progetto dell’architetto austriaco Ludwig Pulsator (Ellerbek, Holstein, 25 settembre 1856 – Trento, 19 settembre 1899).

La data dell’ultimo restauro significativo è di 36 anni fa, era il 1979. Per una decina d’anni, gli ultimi, è stata usata per celebrare la SS Messa per l’ospizio della Civica comunale, ora in disuso, aperta solo per arieggiare, per tenere delle mostre invernali e sta pagando l’incuria della curia, con un carissimo prezzo.
I dipinti sono grigi, la muffa esce dai muri, eppure quell’edificio così bello e suggestivo vale la pena di recuperarlo: la sua posizione così timida, la sera, restituisce un momento d’ombra tra le luci, è un esempio di architettonica unico a Trento. La sua decadenza è una gravissima perdita per l’intera comunità e per la storia della città.

Le ipotesi di restauro si alternano, da dieci anni infatti è in atto un progetto, che rientra nel piano di recupero delle chiese trentine, che prevede anche interventi per questa chiesa, che al momento, però, non sono ancora iniziati.

Ma le opere trascurate non sono solo un problema della città, dove la gente è tanta e si raccolgono spesso i fondi presso le famiglie per sistemare oratori, chiese, sale sacre, che sono in parte pagate con la contribuzione dei censiti fedeli che aiutano a restaurare. Il problema è anche nelle valli e nelle frazioni, dove ai costi si aggiunge l’esiguità di persone che possono contribuire ad aggiustare gli edifici.

cartolinaUn caso analogo a quanto accade a Canal san Bovo, a Caoria, dove la vecchia chiesa accoglie all’entrata in paese con un rudere, in questo caso già svuotato di tutte le parti interessanti, abbandonato da trent’anni alla sua sorte, segno indelebile dei tempi.

Qui raffigurata in una vecchia cartolina che ritrae le scuole, l’oratorio e la vecchia chiesa, stampata da Doff/Sotta a Imer, ormai da raccolta, dove si vedono chiaramente i rimaneggiamenti del tempo, e i cambiamenti del paesaggio, non sempre a favore.

 

di Martina Cecco

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