L’EUR: la città sogno di Mussolini

Era il XIII anno fascista, precisamente il 1935, quando per volere di Benito Mussolini venne progettato l’E42 (Esposizione 1942) e successivamente verrà denominato “Esposizione Universale di Roma” con l’acronimo EUR.

Dopo la guerra in Libia e la proclamazione dell’Impero nel 1936, Mussolini insieme al suo governo decise di organizzare un’esposizione universale che avrebbe dovuto tenersi a Roma nel 1942, per celebrare il ventennale della marcia su Roma. La manifestazione consisteva in una serie di mostre dedicate a vari temi come l’arte, la scienza, l’economia e le politiche sociali. L’obiettivo era quello di richiamare sull’Italia Fascista l’attenzione e l’ammirazione internazionale.

Il progetto per allestire l’E42 viene affidato ad un gruppo di cinque architetti: accanto ai tre giovani emergenti come Luigi Piccinato, Ettore Rossi e Luigi Vetti, vengono affiancati anche due architetti Italiani già affermati come Giuseppe Piacentini e Giuseppe Pagano.

Nel 1937 dal gruppo di Architetti viene progettato un elemento importante, ovvero un’asse centrale Roma-mare chiamato “via Imperiale” (oggi denominata via Cristoforo Colombo) che attraversa longitudinalmente l’intera area. Un altro elemento significativo era la Piazza dell’Impero, per la sua posizione e per la sua maestosità.

Nel 1938 però il progetto viene modificato a dismisura, perdendo così la sua bellezza iniziale e dando l’idea di un modello – negativo – della città Ottocentesca.

Al centro di tutto l’impianto viene progettato l’edificio simbolico, cioè il Palazzo della Civiltà Romana, ideato da Giuseppe Guerrini, Ernesto Bruno La Padula e Mario Romano; gli architetti disegnano un enorme cubo Romano di sessanta metri, le cui pareti verticali sono divise in otto piani con tredici archi ciascuno a tutto sesto. Una specie di riproduzione moderna del Colosseo e per questo viene denominato “Colosseo Quadrato”.

Altra opera importante è il Palazzo dei Congressi, disegnato dall’Architetto Alberto Libera: il progetto è molto semplice, sono presenti soltanto delle alte e robuste colonne che costituiscono sia una fusione che una contraddizione tra modernità e classicismo. Tutti i monumenti vengono rappresentati rigorosamente in marmo bianco.

In seguito alle incessanti modifiche, nel 1938 il Duce approva i progetti e vennero allestiti i primi cantieri, ma esattamente un anno dopo dallo scoppio della seconda guerra mondiale, nel 1940, la guerra dilagò anche in Italia e ciò influì drasticamente sulla costruzione dell’E42.

In seguito i lavori vennero interrotti nel 1942, anno in cui secondo le prospettive di Mussolini doveva avvenire l’inaugurazione.

Finita la guerra, precisamente negli anni cinquanta, vennero completati i pochi edifici già iniziati, in vista delle Olimpiadi che dovevano celebrarsi a Roma nel 1960. In seguito l’E42 venne ribattezzato in EUR “Esposizione Universale di Roma”, (anche se non si parlò più di esposizione Universale).

Oggi l’EUR è incompiuto, quasi insignificante, poiché guardando la pianta del progetto originale con quella odierna sono molti gli edifici non realizzati, maestosi palazzi che dovevano raccontare la storia fascista e le grandezze di Benito Mussolini.

L’EUR oggi è stata addirittura ribattezzata “EUR S.p.A. la città nella città”. Con il passare del tempo è stata trasformata in un’azienda, di oltre 400 ettari di terreno, con innumerevoli uffici sia privati che pubblici, scuole e centri sportivi.

Chiara Mantisi