Morra: “Castro come Casaleggio?Ben venga accostamento in termini di rivoluzionarietà”

Nicola Morra, senatore del Movimento Cinque Stelle, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, all’interno del format ECG, con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Morra ha commentato l’ospitata di Matteo Renzi su canale 5: “Ieri ha fatto il presentatore televisivo da Barbara D’Urso? No, certi programmi per noi sono off limits, non riescono in ogni modo ad essere attrattivi. Ci dispiace per la signora D’Urso, ma i suoi istrioni non riusciamo ad apprezzarli. Fino al 2, ma conoscendo Renzi anche oltre il 2 dicembre, ci sarà da divertirsi. Con Renzi la politica è divertimento, ma è divertimento volgare, è tutto molto prosaico, le battute che lui propone sono da villaggio turistico. Può darsi che Renzi si stia già preparando al suo futuro, visto che ha detto che se dovesse vincere il no lascerà la politica e magari si metterà a lavorare nel mondo dello spettacolo”.
Sul Financial Times che paventa scenari apocalittici con otto banche italiane vicine al fallimento in caso di vittoria del no: “Li ringrazio perché si sono fermati a otto, temevo che fossero venti o venticinque. Noi abbiamo un sistema bancario indebolito anche per la straordinaria miopia delle nostre classi dirigenti e per corresponsabilità dell’istituto di vigilanza centrale, che ha consentito negli anni che i nostri erogatori di credito rendessero i loro affidamenti sempre più di minor valore”.
Su Carla Ruocco, che ha associato Fidel Castro a Casaleggio: “E’ un problema semantico. Se il termine rivoluzionario vuole indicare colui che rompe con una prospettiva di pensiero e di azione l’accostamento ci sta tutto. Se al contrario rivoluzionario è solo colui che combatte con armi in trincea a favore di un convincimento, beh la differenza emerge. Casaleggio è stato un visionario che ha rotto con alcuni scenari politicamente ammuffiti, è riuscito a far comprendere a moltissimi che si poteva far politica diversamente, in modo libero, attraverso la rete. Bobbio nel 1978 scriveva che una democrazia diretta si sarebbe potuta realizzare soltanto nell’epoca dell’informatica, se all’epoca poteva sembrare solamente un’ipotesi di scuola, Casaleggio nel ventunesimo secolo l’ha fatta esprimere in maniera esplosiva. Ben venga questo accostamento in termini di rivoluzionarietà”.