I nostri giovani sempre più mondialisti (e sempre meno italiani)

Quest’anno saranno 41mila i giovani studenti italiani in partenza per l’Erasmus. Lasceranno la nostra patria per andare a studiare in tutta Europa, e sarà un nuovo record.

Secondo quanto riporta Agi, “la crescita degli studenti che scelgono l’Erasmus sarà del 40%”: una cifra mai raggiunta prima d’ora. Alla soglia dei 30 anni, l’Erasmus (European Region Action Scheme for the Mobility of University Students) continua ad attrarre all’estero più di quanti giovani siano invece attratti nel restare in patria, investendo le proprie conoscenze sul territorio – permanenza certamente non incentivata da parte del Governo, che invece sembra fare di tutto per far sì che i nostri giovani diventino sempre più mondialisti.

Si continua così a investire su uno degli strumenti di integrazione tra i più usati dai giovani studenti europei e non solo.

In Italia il trend è in crescita, per il 2017-2018 è previsto un aumento del 40% rispetto l’anno precedente. I dati, riportati da Young International Forum (YIF), fa capire chi sono i ragazzi che partono quali sono le città che preferiscono per i loro studi all’estero.

L’ Italia, paese che non riesce a trattenere i propri giovani – troppo spesso costretti ad emigrare all’estero con la seria intenzione di restarci – non riesce nemmeno ad attrarre talenti dall’estero: nei paesi più amati e blasonati per chi intraprende l’Erasmus, figura solamente al 5 posto. Un dato assai deludente tenuto conto della mole culturale del nostro paese, conosciuto in tutto il mondo per la sua arte e la sua vasta cultura umanistica.

Gli studenti italiani, dal canto loro, quando decidono di trascorrere un periodo di formazione all’estero scelgono di andare principalmente in Spagna, Francia, Germania e Portogallo: paesi in cui i nostri giovani spesso trovano tante opportunità sotto forma di borse di studio, premi, stage, lavoro e volontariato, consultabili allo YIF nello spazio appositamente allestito.