OGGI GIORNO DI MERCATO: AH NO, DI PROSTITUZIONE!

A Roma la spartizione della città da parte del racket della prostituzione e da parte dei liberi professionisti a nero di “alto rango” esiste già, poiché il lavoro di vendersi è già organizzato dove c’è fruizione e possibilità di esercitare illegalmente. Ma quella che fu una proposta in sordina, dell’attuale Sindaco di Roma Ignazio Marino, si sta concretizzando in qualcosa di ufficiale. Uno dei presidenti dei municipi romani, Andrea Santoro, lo ha infatti preso in parola e ha proposto zone di tolleranza della prostituzione nel suo municipio, il IX, che comprende l’Eur.

La reazione da parte di Fratelli d’Italia è stata subito chiara: “Siamo pronti a scendere in campo di fianco ai residenti delle zone che saranno ritenute adatte a questo esercizio professionale illegale” hanno detto Andrea di Priamo e Simone Sordini, portavoce di partito.
L’opera di strutturazione di un sistema controllato per l’esercizio della prostituzione è concreto tema di cui si deve occupare non solo la normativa in tema, ma anche uno studio sociale, sul quale non possono prescindere le concertazioni popolari, ovvero referendarie, di Municipio, poiché non è pensabile che tale importante decisione, che cambia letteralmente un quartiere nelle sue abitudini e frequentazioni, possa essere determinata dall’alto.

Di parere contrario a livello politico nazionale l’ex Governatore del trentino Lorenzo Dellai, ora alla Camera per il quale: “I clienti delle prostitute dovrebbero essere tratti in arresto”. Siamo dunque ben lontani da una possibile decisione in merito, stando a quanto emerge dalle dichiarazioni dei politici attualmente in carica.

Una decisione, quella del Sindaco di Roma, che affianca la capitale italiana ad altre capitali in cui il sesso e il mercato si confondono, allineandola a metropoli come Manila, Bombay, Santiago, niente a che fare con i quartieri a luci rosse di quella che in Europa è qualificata come la capitale del sesso, ovvero Amsterdam.

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