Per Saviano chi esercita il diritto di voto è fascista

Me lo ricordo il Popolo, nel 1938, acclamare Hitler e Mussolini a Roma affacciati insieme al balcone di Piazza Venezia. Me lo ricordo il Popolo inebriato, esaltato, per la dichiarazione di guerra. Me lo ricordo il Popolo asservito, quasi isterico, al cospetto di ogni malfattore che abbia condotto l’Europa sull’orlo baratro. Me lo ricordo poi il Popolo che plaudiva quando al confino nel 1941 veniva mandato Altiero Spinelli, perché antifascista. A Ventotene, Spinelli, detenuto insieme a Ernesto Rossi e a Eugenio Colorni scrisse “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto”. Quindi, a ben vedere, siamo sicuri che oggi il Popolo abbia vinto davvero?”.
Così comincia l’articolo di Roberto Saviano sul suo sito web ufficiale in merito all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

La questione Brexit ha scosso tutta l’Europa e messo a confronto diversi pareri, sia in termini economici, che politici e culturali, ma uno dei temi più frequenti oltre alle conseguenze che ciò comporta a tutta la restante Unione Europea è “il popolo che ha votato”. E’ grazie al voto democratico che l’UE si trova oggi in questa situazione, ed è stato il popolo a votare. Un popolo giovane, adulto e anziano, colto e ignorante, un popolo non solo inglese e non solo europeo. Un popolo che si è informato sulla questione guardando speciali televisivi, leggendo giornali e notizie sull’argomento, sulle eventuali perdite e eventuali guadagni, oppure che è rimasto ad una visione superficiale senza saperne abbastanza per poter dare il contributo migliore alla scelta del Paese.

Quale fosse la scelta migliore non si può sapere e, in ogni caso, ora come ora è irrilevante; ciò che invece lascia l’amarezza in bocca sono certi commenti un po’ antidemocratici che derivano da personaggi che hanno sempre lottato per la sicurezza e i diritti dei cittadini, tra questi proprio Roberto Saviano, il quale tra una frase e l’altra mette in risalto la sua perplessità su quanto giusta sia stata la decisione della maggioranza del Popolo e quanto possa avere ragione.
Riprende come esempi un tipo di popolo che si contrappone al modello di quello odierno, un popolo che negli anni 30/40 aveva, forse, la quinta elementare, che parlava solo per sentito dire e basava le proprie scelte su quanto la maggioranza faceva, senza farsi troppe domande. Per questo il popolo italiano applaudiva Mussolini e quello tedesco Hitler; aveva torto e forse ha torto anche quello che ha votato per il “leave”, ma porsi la domanda se fosse giusto farlo votare appartiene ad una corrente di pensiero autoritaria e oligarchica, nella quale il potere è nelle mani di pochi, che si pone ben lontano dall’ideale odierno di Stato e Governo.

Certo non tutti i cittadini inglesi potevano saperne con precisione di finanza o di politica, ma a questo punto chi dovrebbe avere il diritto di votare? La Gran Bretagna doveva forse aprire dei test d’ammissione per testare chi avesse le competenze per votare e chi non le aveva? Come Saviano ha il diritto di scrivere a caratteri cubitali: “Io sono europeista, genuinamente europeista”, il popolo inglese, tutto, aveva il diritto di pronunciarsi, anche su un tema di così grande importanza.

Melissa Toti Buratti