Poste: Governo convochi sindacato e ridiscuta privatizzazione e riorganizzazione azienda

“Lo sciopero di oggi delle lavoratrici e dei lavoratori di Poste testimonia il disagio e la preoccupazione di una categoria nei confronti di un processo di privatizzazione dell’azienda che è un vero salto nel buio senza quel necessario coinvolgimento del sindacato e dei lavoratori nel processo di riorganizzazione di Poste”.

Lo ha dichiarato la Segreteria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, oggi a Castelfranco Veneto dove nel pomeriggio parteciperà ai funerali di Tina Anselmi, la quale continua ancora:

“Il Governo farebbe bene a convocare il sindacato e ridiscutere il processo della privatizzazione delle Poste e delle altre aziende pubbliche. Noi pensiamo che sia del tutto improprio in un momento come questo, tra l’altro con una situazione instabile come quella che viviamo dei mercati finanziari, pensare ad un’ulteriore tranche di privatizzazione di Poste. Parliamo di un patrimonio del Paese, una delle più grandi aziende italiane presenti su tutto il territorio a servizio delle comunità e dei cittadini”.

Proseguendo ancora: “quindi fermare in questo momento la privatizzazione credo sia assolutamente doveroso in modo da aprire una discussione seria ed una verifica con il sindacato su quali sono gli obiettivi della privatizzazione e come si può costruire un vero processo di democrazia economica attraverso il coinvolgimento dei lavoratori nella Governance dell’azienda postale e di tutte le aziende pubbliche da privatizzare”.

Concludendo infine: “abbiamo bisogno di una azienda postale che investa, che offra servizi migliori ai cittadini e con una riorganizzazione che non penalizzi i lavoratori ma che, anzi, ne valorizzi la partecipazione e la grande professionalità”.