Se un uomo strangola e brucia la sua fidanzata

Se un uomo strangola e brucia la sua fidanzata perché lo aveva lasciato, non è pazzo, ma lucidissimo: il contrario dell’amore è il controllo, che si mostra con la maschera dell’amore, ma dell’amore non ha l’essenza, cioè il dono di sé perché l’altro abbia vita, ma il contrario: la distruzione dell’altro perché io abbia vita. Non chiamateli pazzi, sono lucidi portatori della corruzione dell’amore: tu esisti per me, come se ti avessi dato io la vita. Tutte le volte che, nella vita di tutti i giorni, noi controlliamo l’altro o lo carichiamo delle nostre aspettative, un po’ lo strangoliamo, un po’ lo bruciamo. Tutte le volte che invece ci diamo all’altro, senza annullarci, ma anzi dandogli proprio quella ricchezza che siamo, c’è più vita, nell’altro e in me.”

Così recitava, su Facebook, il post di Alessandro D’Avenia, il professore di materie umanistiche che tutti avrebbero voluto come proprio insegnante a scuola, nonché lo scrittore di romanzi contemporanei: il famosissimo “Bianca come il latte, rossa come il sangue” (2010), “Cose che nessuno sa”, pubblicato nel 2011, successivamente tradotto in otto lingue, e “Ciò che inferno non è”, edito per la prima volta nel 2014.

Chiunque si interessi di cronaca, anche soltanto a livello superficiale, leggendo i giornali, guardando i TG durante i pasti, sfogliando distrattamente Google News prima di entrare in ufficio, avrà già intuito a cosa si riferiva ieri il professore.

Sara Di Pietrantonio, una studentessa universitaria di 22 anni è stata trovata morta, arsa viva, all’alba di domenica 29 maggio all’estrema periferia di Roma. A ucciderla fu il suo ex ragazzo, Vincenzo Paduano, vigilantes italiano di 27enne, con il quale la giovane era stata fidanzata per circa un paio d’anni. “Sì l’ho uccisa io. Un pò di tempo fa ci eravamo lasciati, ma io non sopportavo che fosse finita. Lei stava con un altro” avrebbe detto, in lacrime, il boia agli inquirenti che lo hanno fermato con l’accusa di omicidio volontario premeditato aggravato dallo stalking.

Ad aggravare la situazione, negli istanti in cui si consumava questo atroce delitto, fu la totale noncuranza dei passanti a cui la ragazza si era rivolta alla disperata ricerca di aiuto. Era riuscita a scappare dal rogo che Vincenzo aveva appiccato dopo aver cosparso l’auto della ex fidanzata con l’alcol. “Sara, terrorizzata, è scesa dall’auto e ha iniziato a scappare chiedendo disperatamente aiuto agli automobilisti che passavano, ma nessuno si è fermato. Così il suo assassino l’ha inseguita e le ha dato fuoco. Poi è tornato al lavoro. Proprio dove è stato prelevato dagli agenti della mobile che lo hanno condotto in questura”, spiega Ansa.

Il 27 maggio, due giorni prima di bruciare viva la sua diletta Sara, Vincenzo, cittadino dell’ordine, condivise su Facebook il video di “Si sta facendo notte” di Renato Zero, aggiungendovi quella che a posteriori risulta una macabra didascalia: “In fondo a questa vita/Talmente breve che/Non è un delitto se …/Se la offro a te!/Io contro il mondo/E tu a fianco a me … quel coraggio dov’è!!” 

Non ci sono dubbi sulla disumana atrocità dell’accaduto. A prescindere dai ruoli, dai sessi e dalle circostanze, l’Amore spicca e si distingue per l’immensa carica, esistenzialmente positiva che porta con sé. “La persona giusta riesce a farti innamorare due volte: prima di lei e poi di te stesso”. Facendoti ardere l’anima, non il corpo, di affetto incondizionato e desiderio. Non certo per mezzo di rabbia, avidità e liquido infiammabile.

Di Alessandra Schirò