Urzì: Altolà all’Unione europea da parte del Consiglio provinciale di Bolzano

L’assemblea ha approvato oggi a larga maggioranza una mia mozione con la quale si è impegnato il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano e la giunta provinciale a sostenere presso il Governo nazionale che:

“devono essere esclusi dal Patto di Stabilità e da tutti i conteggi relativi ai vincoli europei non solo i finanziamenti necessari a fronteggiare l’emergenza immediata ma anche quelli indispensabili per la ricostruzione nelle zone terremotate”.

Così si esprime Alessandro Urzì (l’Alto Adige nel cuore) in una nota ufficiale, aggiungendo ancora:

Era stato il Presidente della Commissione europea Juncker in visita a Bolzano ad annunciare interventi diretti dell’Ue per la ricostruzione, ma occorre un passo più in avanti per dare il segnale di un sussulto di dignità di fronte alle rigidità di Bruxelles a cui si è assistito negli ultimi mesi dopo le devastanti scosse che hanno colpito il Centro Italia.

L’Italia e la Grecia sono i due soli Paesi dell’Unione Europea dove il rischio legato ai terremoti è presente in forma massiccia e preoccupante, in un’Europa in cui le mappe dei sismologhi danno questo rischio quasi assente. E proprio questa marginalità geografica e questa maggiore esposizione a fenomeni del tutto o quasi sconosciuti nel resto d’Europa (naturali, come il terremoto, o sociali come nel caso dello sbarco di migranti dall’Africa) rende l’Italia esposta ai costi ed ai sacrifici derivanti dalle emergenze a cui non corrispondono adeguate attenzioni anche “economiche” da parte dell’Europa.

“Deve essere riconsiderata la nostra adesione e il titolo della nostra adesione all’Unione europea se l’Unione europea non tratta casi speciali come quello della ricostruzione postsismica o dell’immigrazione come un fatto comune a tutti i paesi aderenti e non solo dei paesi esposti o direttamente investiti”, ho denunciato in aula.

Contrari a forme di aiuto comunitario all’Italia, con argomenti pretestuosi, le frange secessioniste del Consiglio schierate apertamente sulle posizioni più rigoriste della Germania.

Da qui l’approvazione del documento che riprendeva una analoga iniziativa avviata in tutta Italia dalla rete di Azione nazionale e recepita da numerosi altri consigli regionali e comunali.