Urzì: Elevare gli standard di sicurezza sul lavoro? “No grazie”

Elevare gli standard di sicurezza nei cantieri? No grazie.

Così, in una nota ufficiale, si esprime Alessandro Urzì, in merito alla proposta di innalzare le misure di sicurezza in zone a rischio: cantieri in primis. E si legge ancora,

“Così ha risposto la giunta provinciale oggi alla mia richiesta di adeguare la normativa provinciale ai principi contenuti nel Decreto Legislativo 9 aprile 2008, ”Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro’‘ che prevede che nei lavori in quota sia necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione. Nella vicina Provincia di Trento è da anni in vigore una normativa specifica per la prevenzione delle cadute dall’alto e per la promozione della sicurezza sul lavoro“.

Continuando: “Tale legge ha colmato un vuoto normativo nel campo della sicurezza di chi svolge lavori di manutenzione sui tetti e sulle coperture. In particolare la norma prevede percorsi sicuri e punti di ancoraggio fissi, rendendo obbligatoria l’adozione, nelle fasi di progettazione e realizzazione di interventi edilizi sulle coperture, di precise misure di sicurezza per le quali un regolamento descrive le indicazioni tecniche per prevenire i rischi di infortunio a seguito di cadute dall’alto nel corso dei successivi lavori. Ciò vale sia per le nuove coperture che per le ristrutturazioni di coperture già esistenti in edifici di qualsiasi tipologia e destinazione d’uso, siano essi pubblici o privati”.

E ancora: “In caso di mancato rispetto della norma, i Comuni non possono rilasciare la concessione edilizia, non avendo efficacia la denuncia di inizio attività e non può essere rilasciato il certificato di abitabilità. Il regolamento è direttamente applicabile e prevale sulle disposizioni dei regolamenti edilizi comunali che siano in contrasto con esso”.

Concludendo infine: “Ma come detto prima il vicecapogruppo Svp Oswald Schiefer e poi l’assessore provinciale Martha Stocker hanno respinto la proposta. La rappresentante della giunta l’ha liquidata come burocrazia inutile. Per noi si trattava di salvaguardare la vita e la sicurezza di tanti lavoratori, ma non tutti la pensano così. Ne prendo atto”.