Uscire dall’Euro e tornare alla lira è davvero possibile?

Registriamo le dichiarazioni di Matteo Salvini (Lega) che, a tal proposito, ha dichiarato che “il referendum sull’euro, caldeggiato dal M5S, è una sciocchezza, non è previsto dalla Costituzione, fai un dibattito per 6 mesi e, intanto, ti affossano con lo spread” e, in attesa che gli esponenti del M5S chiariscano le proprie posizioni, “visto che assumono l’andamento dell’elettrocardiogramma di un cardiopatico”, – così come riporta in una nota stampa l’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori – riteniamo utile riportare le dichiarazioni del professor Paul Robin Krugman, premio Nobel per l’economia, che aveva manifestato la sua contrarietà all’euro:

“Vi è una grande differenza tra la scelta di non aderire (all’euro) dall’inizio e lasciarlo una volta entrati. I costi dell’uscita dall’euro e del ripristino di una moneta nazionale sarebbero enormi: una massiccia fuga di capitali potrebbe causare una crisi bancaria, si dovrebbero imporre i controlli sui capitali e la chiusura delle banche, il problema di ridenominare i contratti creerebbe una palude legale, le imprese si bloccherebbero in un lungo periodo transitorio di confusione e incertezza”.

“Il quadro – così come si legge ancora – è chiaro ma non tutti riescono a vederlo: schiacciati da una miope logica di bottega”. Ed effettivamente, in vista delle prossime politiche, il tema  in questione assume ancor più importanza da parte di chi, dicendosi euroscettico, ora dovrà affrontare di petto la questione. Senza ulteriori rimandi.