Apple ritornerà a interessarsi di cinema con l’acquisto della Time Warner?

La nuova frontiera per la produzione cinematografica è il web. Lo dimostra il recente articolo pubblicato sul The Washington Post che rivelerebbe il crescente interesse da parte di giganti della telecomunicazione come  Apple a AT & T di acquistare la società statunitense Time Warner Inc., che opera nel settore cinematografico e televisivo.

Dati importati questi, che si sommano ad uno scenario nelle telecomunicazioni tutt’altro che inedito. La stessa Pixar, nata come sezione divisa della casa cinematografica LucasFilm, fu acquistata nel 1986 dal fondatore di Apple Steve Jobs, che la rese appunto l’attuale Pixar Animation Studios, ora di proprietà della Walt Disney Company. La partnership tra il mercato cinematografico e televisivo e i big dell’informazione e della produzione mutlimediale sta drasticamente rivoluzionando il modo stesso di fare e distribuire cinema ed intrattenimento. Basti pensare al cortometraggio animato Pixar “The Borrowed Time”, che negli ultimi giorni sta spopolando sul web. Il corto, che è costato ben 5 anni di duro lavoro a due giovani ingegneri della Pixer, Lou Hamou-Lhadj e Andrew Coats, è stato pubblicato per la prima volta sulla piattaforma Vimeo, dopo essere stato in circolazione dal 2015 nei circuiti chiusi dei film festivals. Un fattore indicativo di come le piattaforme virtuali stiano influenzando e minando il precedente modello di distribuzione cinematografica, aprendo la strada a nuove possibilità di cinema online e gratuito. Le storiche case di produzione cinematografiche come 20th Century Fox, Warner Bros, The Lionsgate e Paramount già da diversi anni,ormai, hanno subito un drastico calo di profitti, mentre i grandi tycoons dell’informazione stanno allargando il loro campo d’interesse e di guadagno.

La stessa Amazon, conosciuta alla maggior parte del pubblico come la più grande azienda sul campo del commercio online, negli ultimi anni si è lanciata con successo sul mercato cinematografico offrendo prodotti di qualità a basso prezzo (principalmente si tratta di produzioni “indipendent“,ovvero prodotte con un budget ridimensionato)ed aprendo di fatto la strada ad un vero e proprio trend tra i grandi colossal del web, che si stanno sempre più imponendo sulla scena hollywoodiana. Sarà di sua distribuzione l’uscita, a breve, del film “The Lost Story of Z”, presentato recentemente al New York Film Festival e che vede al suo interno un cast d’ eccezione ( da Siena Miller a Robert Pattinson), a conferma della popolarità di questo trend.

Questa partecipazione sempre più insistente delle grandi aziende del settore multimediale potrebbe portare a risvolti inediti, ma non necessariamente negativi per la produzione in sè, che finora ne ha visibilmente giovato. Netflix, altro servizio di distribuzione di contenuti d’intrattenimento online, ha all’attivo diverse serie tv e film autoprodotti che hanno catturato una buona fetta delll’audience mondiale. Sta diventando sempre più determinante, quindi, la piattaforma virtuale su cui viene distribuito il prodotto d’intrattenimento, che deve essere in grado di raggiungere il maggior numero di consensi nel minor tempo possibile.

Società come la Time Warner e la Pixar sono un chiaro esempio di come produzione cinematografica e distribuzione sul web possano coesistere portando comunque ad un profitto per entrambi i protagonisti in gioco. Con il loro raggio d’azione su scala planetaria e il loro dominio sul settore delle telecomunicazioni, aziende come Amazon e Apple potrebbero fare la differenza su un settore come quello cinematografico, ormai in decadenza. Resta da vedere, dunque, come le storiche case di produzione hollywoodiane e i tradizionali network televisivi affronteranno questa crescente competizione ma soprattutto come sfrutteranno i nuovi servizi di distribuzione a disposizione .