De Niro ritira il documentario sull’autismo al Tribeca Film Festival.

Nei giorni scorsi Robert De Niro è stato costretto a ritirare la candidatura del documentario sull’autismo dal Tribeca Film Festival, dopo che la sua presenza aveva causato molte polemiche vista la natura controversa della pellicola.

Il Tribeca Film Festival è una manifestazione cinematografica molto importante creata nel 2002 per riabilitare i dintorni di TriBeCa, dopo gli attentati dell’undici Settembre e più, in grande, per riabilitare completamente l’area di “Lower Manhattan”.

Uno dei fondatori del festival è Robert De Niro, pluripremiato attore Hollywoodiano, due volte premio Oscar. L’edizione del 2016 prevista dal tredici al ventiquattro Aprile ancor prima di iniziare ha già dato adito a diverse polemiche per la presenza prima confermata e poi cancellata del documentario “Vaxxed: from Cover-Up to Catastrophe” (letteralmente “Vaccinati: dall’insabbiamento alla catastrofe”) che, sia per la controversa tematica sia per la dubbia veridicità delle teorie dell’autore, è stata subito criticata aspramente.

Il film è un controverso documentario che tratta del rapporto tra i vaccini e i casi di autismo tra i bambini a cui vengono somministrati; questa è una tematica molto cara all’attore statunitense che ha recentemente confessato di avere un figlio autistico ed ha ammesso che questo ha avuto il suo peso nell’iniziale scelta di includere il documentario all’interno del festival.

La pellicola è stata realizzata da Andrew Wakefield, un ex medico britannico che per primo aveva teorizzato dei possibili collegamenti tra i vaccini e i casi di autismo tra i bambini. Le sue teorie però non sono mai state completamente accettate dalla comunità scientifica mondiale, che più volte le ha sconfessate dichiarandole senza alcun fondamento scientifico e di conseguenza inaccettabili. Wakefield è stato inoltre radiato dall’albo dei medici per aver falsificato diversi test che provavano la sua teoria, creando una serie di allarmismi tra i genitori di tutto il mondo che non vaccinavano più i bambini per la paura infondata che potessero successivamente soffrire di questa patologia.

Date queste premesse è facile capire come De Niro sia stato fin dal primo momento criticato per aver concesso una vetrina così importante ad un documentario che presenta più ombre che luci e che poteva influenzare l’opinione pubblica in maniera negativa su una tematica quanto mai delicata come questa, che già da anni divide non solo l’opinione pubblica, ma anche quella della comunità scientifica mondiale.

Interrogato su questa scelta l’attore ha rilasciato una dichiarazione insieme alla moglie Grace sotto forma di lettera aperta ai media, dichiarando per la prima volta pubblicamente di avere un figlio autistico e ritenendo quindi fosse fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica su una tematica come questa, ovvero sulla difficile quotidianità che gli affetti da questa patologia e i loro cari vivono.

Pochi giorni dopo De Niro ha però cancellato la proiezione del documentario dal Tribeca Film Festival, dichiarando che viste le polemiche intorno alla pellicola non era il modo più adatto per sensibilizzare le masse su una questione così delicata e che una proiezione di quel genere avrebbe potenzialmente portato più svantaggi che benefici alla causa.

Quello dell’attore è stato chiaramente un gesto compiuto da genitore più che da personaggio pubblico, anteponendo l’affetto per il figlio e la disperazione per la sua malattia a tutto, non considerando l’allarmismo che una pubblicazione non scientificamente provata avrebbe potuto avere, soprattutto con un testimonial come il famosissimo De Niro. In questi casi, per quanto difficile è sempre necessario analizzare la situazione nella maniera più obiettiva possibile cercando di lasciare da parte le questioni personali in favore di una corretta e imparziale informazione.

Quasi immediatamente l’attore si è accorto dell’errore commesso e, cambiando la sua scelta, De Niro ha fatto la cosa giusta. In una cornice così importante come il Tribeca Film Festival è importante che non vi sia spazio per documentari che possano sfruttare, attraverso l’informazione ingannevole, la popolarità della manifestazione e dei suoi interpreti per diffondere messaggi sbagliati e creare inutili allarmismi che possano destabilizzare l’opinione pubblica su tematiche così difficili e delicate.

Carlo Alberto Ribaudo