LA VERITÀ SULLA MENZOGNA

É possibile un mondo senza bugie? Se non altro lo é nell’immaginazione di Ricky Gervais, regista, sceneggiatore, produttore e protagonista de Il primo dei bugiardi. Cosa da fare invidia alla indole multitasking di Sofia Coppola. Era il 2009 e in molti erano distratti da pellicole quali Avatar, Bastardi senza gloria e Twilight. Non ha in questo senso grande rilevanza la storia quanto piuttosto la sua fantastica ambientazione: un mondo nel quale l’essere umano non ha ancora maturato la capacità di mentire. Mark é uno sceneggiatore di scarso successo, grasso e col naso a patata. Dopo aver perso casa e lavoro, in un momento di sconforto riesce a ingannare la banca ottenendo così il denaro utile a sopravvivere. Si tratta della prima bugia della storia. Mark comincia ad approfittare del suo talento, tanto da raggiungerete una planetaria notorietà quando confessa di essere in contatto con «l’uomo nel cielo». Insomma, Mark é il nuovo messia.

Siamo soliti ad augurarci la sincerità delle persone, ma cosa accadrebbe se alla verità non ci fosse alternativa? Per cominciare, se – come propone il film di Gervais – non esistesse finzione, la Rai presenterebbe Piero Angela a ogni ora del giorno. Per quanto sia auspicabile un mondo nel quale Christian De Sica, anziché al cinema, si fosse dedicato alla campagna, altrettanto destino sarebbe capitato a Benicio del Toro. Non si è sicuri che in molti ne sarebbero entusiasti. Similmente, se la chirurgia plastica fosse intesa come menzogna Baywatch non sarebbe che una serie tra le tante. Saremmo altresì coscienti di essere brutti e non affideremo le sorti dei nostri appuntamenti a una nuova gonna, a dei tacchi più alti. Rimarremmo pettegole per natura. Si segnerebbe la fine dei prezzi lancio di Mastrota. O almeno lo sarebbero per un giorno soltanto. Infine in questo mondo non esisterebbero personaggi di fantasia, né Babbo Natale, né Batman.

Un mondo senza menzogna sarebbe certo infinitamente più semplice, ma siamo troppo cari alle nostre illusioni per desiderare altrimenti.

Sara Tomaselli

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