“Sono tornato” la commedia italiana che ipotizza il ritorno di Mussolini

“Lui è tornato” è una commedia tedesca del 2015 che ipotizza il risveglio dopo settanta anni del führer Adolf Hitler. La pellicola, seppur ampiamente discussa, ha riscosso un notevole successo in tutta Europa, al punto da far pensare alla realizzazione di un remake del film in chiave nostrana, ipotizzando il ritorno ai giorni nostri del Duce Benito Mussolini.

“Sono tornato” sarà un film che non si discosterà troppo dalla versione tedesca, la presenza del regista Luca Miniero è di per sè una garanzia, Miniero è già stato autore di due fortunati remake di film stranieri: “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”. La volontà della produzione è di ispirarsi alla pellicola originale per creare un film tutto italiano, che affronti la situazione prendendo in considerazione sia il retaggio culturale nostrano sia ciò che comporterebbe il ritorno di un personaggio come Mussolini, che nel bene e nel male ha monopolizzato un ventennio di storia italiana.

Il film si pone sullo stesso piano di “Benvenuti al Sud”, il film che trattava in maniera comica le differenze culturali tra Nord e Sud Italia, e vuole evidenziare in maniera comica cosa succederebbe se il duce tornasse in vita ai giorni nostri: Cosa penserebbe di un’Italia così diversa da quella che aveva sognato? Come si comporterebbe di fronte all’interculturalità che contraddistingue oggi il nostro paese?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi a cui “Sono Tornato” cercherà di rispondere. Sicuramente sarà un film che farà molto discutere, Benito Mussolini è ancora oggi una figura che divide il popolo italiano tra chi lo idolatra considerandolo il politico migliore che l’Italia abbia mai avuto e chi lo critica aspramente considerandolo un criminale.

Servirà tutta l’esperienza del cast per far sì che questo film non risulti una scialba imitazione della più celebre pellicola tedesca; il rischio maggiore è quello di presentare un film banale che non solo non faccia ridere, ma che risulti offensivo per tutte quelle persone che hanno avuto la vita segnata dalle decisioni prese in vita da Mussolini. Per questo nel ruolo chiave di Benito Mussolini è stato scritturato Massimo Popolizio, un attore d’esperienza che non riduca la sua interpretazione ad una parodia, ma che offra la sua versione di uno spaesato e spaventato Duce alle prese con la quotidianità del 2000.

Con la speranza che “Sono tornato” sia un successo al pari del film da cui prende spunto, è impossibile non notare come la presenza di pellicole di questo tipo sia un chiaro segnale di come i tempi stiano cambiando. Appena pochi anni fa sarebbe stato impossibile anche solo pensare ad un film che ironizzasse su una figura come quella del Duce, una figura spesso demonizzata della storia italiana.

Oggi i tempi sembrano maturi perché si possa capire che produrre un film del genere non significhi osannare il ventennio fascista o tentare di dimenticare gli orrori connessi a questo periodo storico, ma significhi sdrammatizzare una situazione per permettere anche ai più giovani di venire a contatto con una parte della storia italiana che altrimenti verrebbe trattata solamente sui banchi di scuola.

Perché ridere di un argomento non significa necessariamente mancare di rispetto o dimenticare, attraverso le risate si può sensibilizzare l’opinione pubblica su qualsiasi tematica sia anche spinosa come il Fascismo, avvicinando anche quella fetta di popolazione che fugge dalle questioni spinose per noia, pigrizia o semplice ignoranza.

Il compito di “Sono Tornato” sembra quindi più difficile che mai, la speranza è quella che riesca nel suo intento perché è giunta l’ora che si riesca a parlare apertamente e senza timore di essere fraintesi anche di un periodo storico tragico che l’Italia ha cercato di oscurare.

Carlo Alberto Ribaudo

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