Tutankhamon, 95 anni fa la scoperta della tomba maledetta

Sono passate poche ore dalla scoperta di una camera segreta all’interno della piramide di Cheope. La scoperta della stanza, situata a circa 21 metri dal livello del suolo e lunga circa 30 metri, è stata effettuata grazie ai muoni, particelle elementari che consentono di individuare spazi vuoti anche all’interno di edifici imponenti come le piramidi.

L’operazione guidata da un’equipe di archeologi dell’Hip Institute di Parigi e dell’Università di Nagoya ha scoperto l’esistenza di una camera segreta, chiamata “il Grande Vuoto”, di cui ancora si ignorano sia il contenuto che l’originale funzione.

Il caso ha voluto che questa nuova “scoperta” sia accaduta negli stessi giorni di quando nel 1922 venne effettuata uno dei più grandi rinvenimenti archeologici del XX secolo: la tomba di Tutankhamon. Era il 4 novembre 1922 quando l’archeologo Howard Carter scoprì il primo scalino della scala che conduce alla tomba, scavando casualmente di fronte alla tomba di Ramesse VI.

La scoperta di quel primo scalino portò successivamente al rinvenimento della tomba, rimasta sigillata per quasi duemila anni, di Tutankhamon. All’apertura dei sigilli l’equipe di Carter si trovò davanti l’intero corredo funebre del faraone, la scoperta fu sensazionale sia per la grande quantità di reperti trovati (più di 2000) sia per il fatto che il tumulo non era mai stato violato prima e si trovava in perfette condizioni.

Dal sepolcro vennero estratti oltre all’intero corredo funebre del faraone anche il sarcofago d’oro massiccio dal peso di 110 kg con le effigie del defunto e una serie di mummie probabilmente appartenute alle figlie di Tutankhamon e della regina Ankhesenamon. Il fatto che la tomba del faraone fosse la prima a venire scoperta ancora intatta unito alla ricchezza dei reperti trovati fecero del tumulo di Tutankhamon il più importante rinvenimento archeologico del XX secolo.

A contribuire alla fama di tale scoperta ci fu anche la presunta “Maledizione di Tutankhamon”. A causa della lentezza degli scavi e dell’esclusiva sulle informazioni relative alla tomba concessa al quotidiano londinese “The Times”, iniziarono a circolare voci su una maledizione che avrebbe colpito tutti i partecipanti alla scoperta del sepolcro come castigo per aver violato il luogo di sepoltura del sovrano.

Sebbene quella della maledizione fosse solamente una trovata pubblicitaria dei giornalisti locali per poter aggirare l’esclusiva sulle notizie del “Times”, la notizia ebbe un rapido seguito e contribuì in maniera sensibile ad accrescere il mito di tale scoperta.

Secondo i cronisti dell’epoca contestualmente alla tomba di Tutankhamon sarebbe stata trovata una stele recante il seguente messaggio: “La morte verrà su agili ali per colui che profanerà la tomba del Faraone” e ancora “Siano disseccate le mani alzate contro di me”Nonostante non ci siano mai state reali prove sulla veridicità di tale parole la morte dopo soli 3 mesi dalla scoperta di Howard Carter e quella di ben 6 membri dell’equipe nei successivi dieci anni, contribuirono a creare il mito della “Maledizione di Tutankhamon”, facendolo diventare un vero e proprio caso mediatico.

Ancora oggi dopo novantacinque anni la scoperta di quel sepolcro viene considerato come uno dei fatti più rilevanti del XX secolo, chissà se il rinvenimento de “Il Grande Vuoto” sarà considerato pari o se, una volta aperta la camera, verrà presto dimenticato.