Bernardino Bagolini e la Preistoria alpina

La vita dei cacciatori mesolitici del bacino dell’Adige. Le pratiche funerarie e di culto alla Vela di Trento tra l’età del Rame e quella del Bronzo. I comportamenti simbolici paleolitici al riparo Dalmeri (Valsugana). Le ricerche sulla diffusione dell’agricoltura al riparo Gaban di Martignano. Si aprirà con queste e altre rilevanti scoperte archeologiche compiute negli ultimi anni il convegno “La Preistoria del Trentino Alto Adige: contributi e aggiornamenti”, dedicato a Bernardino Bagolini a vent’anni dalla sua scomparsa e organizzato dal Laboratorio Bagolini del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, dal MuSe – Museo delle Scienze e dalla Soprintendenza per i Beni culturali – Ufficio Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento.
Il convegno si svolgerà venerdì 4 e sabato 5 dicembre nell’aula 1 del Dipartimento di Lettere e Filosofia (via Tomaso Gar, 14). I lavori si apriranno alle 9. A conclusione del convegno saranno proiettate (dalle 10.15 di sabato) le puntate “Itinerari nella Preistoria trentina”, prodotti dalla struttura programmazione Rai sede di Trento con la regia di Maria Serena Tait e la consulenza scientifica di Bernardino Bagolini, seguiranno vari interventi da parte di chi intenda ricordarlo e una discussione sul futuro dell’archeologia trentina, moderata da Franco Marzatico, responsabile della Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia.
«Bernardino Bagolini – commenta Annaluisa Pedrotti, che dirige il Laboratorio Bagolini dell’Università di Trento – sebbene manchi oramai da vent’anni anni dal cuore e dalla cattedra della preistoria italiana, rimane una presenza vicina, quasi quotidiana. Il nostro desiderio è farlo conoscere anche alle nuove generazione di archeologi per le sue profonde conoscenze della preistoria alpina e le sue grandi capacità di divulgatore scientifico».
Pedrotti ricorda che Bernardino Bagolini (Bologna, 5 dicembre 1938 – 4 settembre 1995) ha rappresentato un nuovo modo di essere della preistoria italiana ed europea. Divenuto nel 1970 curatore della sezione di Preistoria del Museo tridentino di Scienze naturali e dal 1987 professore ordinario di Paletnologia all’Università di Trento, ha saputo coinvolgere nello studio della Preistoria generazioni di giovani appassionati. Ha condotto un’intensa attività sul campo che lo ha portato a coordinare e dirigere numerosi scavi.
«Significativi per lo studio della Preistoria della nostra regione – spiega Pedrotti – sono state la scoperta del sito del Colbricon presso Passo Rolle a circa 2000 metri di altitudine: primo bivacco di cacciatori e raccoglitori mesolitici individuato alle alte quote. Gli scavi qui condotti hanno aperto la strada a un filone di studi e ricerche che hanno reso il Trentino Alto Adige punto di riferimento per lo studio del popolamento in quota. Non da meno sono state le ricerche condotte al riparo Gaban volte a indagare la diffusione dell’agricoltura. Fondamentale e imponente la sua produzione scientifica. La rivista “Preistoria alpina”, edita dal Museo tridentino di Scienze naturali da lui ideata e curata fin dal 1971, nel giro di pochi anni è riuscita a conquistarsi il riconoscimento internazionale».

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