I GIOVANI E I LIBRI

Quante volte ho passeggiato tenendo un libro tra le mani. Quante volte ho comprato borse sempre più grandi per farcene stare di più. Quante volte ho letto al parco, alla biblioteca, ho divorato volumi in spiaggia o prima di coricarmi.

Ma i giovani di adesso invece? Che stanno combinando?

Si vedono 24 ore su 24 attaccati a quegli odiosi smartphone, a chattare con gli amici si WhatApp o Messenger. Si vedono interi gruppi di ragazzini seduti a cerchio con ognuno il proprio cellulare, non più con un libro o con un gioco da condividere. Se prima si condividevano frasi d’autore, brani o stralci di libri, ora si condividono le ultime chat con la morosetta o con il più figo della classe. Ma chi magari è sui 20 anni? Attaccato ad un tablet o un e-book, perdendo il gusto di avere in mano un libro vero, con quel suo forte profumo di carta stampata, con quella copertina rigida o morbida che scivola dalle mani.

La vera lettura è scomparsa come l’amore per i libri.

Nell’antichità i filologi e gli umanisti cercavano di conservare più libri possibili per prestarli o regalarli ad amici o per propria consultazione. Poi il libro a stampa si è diffuso in Europa avendo largo successo. Quindi si è passati a biblioteche sempre più ricche e all’avanguardia. Ma oggi? Oggi si scaricano i libri on line, in pdf o in altri formati. Sempre se vengono letti. In ogni caso nelle abitazioni si vedono sempre meno volumi nelle sale o nelle camere da letto. E se si vedono sono nuovi, mai aperti. Perché un e-book è più facile da trasportare. Perché la lettura non è più parte fondamentale del nostro quotidiano ma una semplice cliccata tra un tram e un altro.

Leggere veramente è diverso. Avete presente il libro “Se una notte d’inverno un viaggiatore”?  Ecco. Italo Calvino spiega come si dovrebbe leggere. In armonia con ciò che ci circonda e non dovrebbe essere una semplice parentesi tra un bus e il treno da prendere.

Anna Maria Vantini

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