La montagna tradita dalla sinistra, abbandonata dalla destra

Se un libro come “La costruzione delle Alpi”, di Antonio De Rossi, vince meritatamente la sezione scientifica del Premio Acqui Storia, significa che il tema della montagna e’ tornato al centro dell’attenzione, perlomeno tra chi riesce ad avere uno sguardo che vada oltre il proprio minimo spazio vitale. Ma occuparsene non significa capire. Le demenziali, o criminali, affermazioni a proposito della necessità di utilizzare le montagne come area di popolamento affidata agli invasori non dimostrano una grande capacità di comprendere le necessità e neppure le opportunità della montagna. Le terre alte non hanno bisogno di sradicati che favoriscano lo sradicamento di chi, in montagna, ci vive perché ha le proprie radici. Le terre alte si spopolano, e non si ripopolano perché agli “autoctoni” (come vengono definiti i montagnards da parte di chi li vorrebbe eliminare per farli sostituire dagli invasori) vengono negati i diritti e le risorse che, non a caso, si trovano per gli invasori. Ognuno dei nuovi arrivati costa mille euro al mese, pagati dai contribuenti italiani. Chi vuole ripopolare le Terre Alte ha solo da offrire 4mila euro, al mese, ad una famiglia italiana di 4 persone e si accorgerà che ci sarà la fila per trasferirsi in montagna. E la ridotta natalità degli italiani? Gli stessi mille euro al mese per ogni figlio e le culle si riempiranno. Invece quando si tratta di autoctoni, le risorse non ci sono. E’ un anno che, in Piemonte, la strada per Elva e’ interrotta, obbligando gli autoctoni a raddoppiare il già lungo e scomodo percorso per scendere a valle. Ma, in nome della sicurezza, i soldi per ripristinare la strada non si trovano, i tavoli di discussione servono solo a incontri inutili. E la neve sta tornando. D’altronde, al di la’ delle idiozie politicamente corrette, la politica non va. Il Pd e’ interessato solo a sostituire gli autoctoni con gli invasori, la destra si è trasformata da romanocentrica in romana e basta, fregandosene completamente dei monti e delle valli. I 5 stelle sostengono l’invasione, così come la sinistra vera. E la Lega dorme. In fondo e’ giusto così. Se i montagnards non trovano la voglia e la capacità di far sistema, di collaborare, di far politica, andranno incontro all’eliminazione. Invece delle riserve per gli indiani, ci saranno posti di lavoro come inservienti nelle società che gestiscono gli impianti di risalita, o come portatori di piatti di cous cous.

Augusto Grandi

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