L’ANALISI DI ZYGMUNT BAUMAN TRA MONDO REALE E VIRTUALE

Da un articolo pubblicato su “La Repubblica” si legge un estratto della lezione che il sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman avrebbe tenuto proprio oggi, sabato 19 settembre, al Festival della Filosofia a Carpi sul tema “Mondo virtuale e mondo reale”, o come lo chiama Bauman stesso, “mondo offline e mondo online”.

Il mondo offline è il mondo del dovere, il mondo reale, dove un soggetto si colloca in un tempo e in uno spazio ben precisi e delimitati: il quartiere di casa, per esempio, dove ha a che fare con vicini più o meno simpatici, dove compra il giornale, che attraversa per andare a scuola o al lavoro e che lo condiziona nel suo modo di comportarsi.
Come afferma Bauman: “Non selezioniamo i nostri vicini, e nemmeno li de-selezioniamo. Sono semplicemente lì, un dato: e indipendentemente dalla nostra opinione, che ci piaccia o meno, non c’è molto che possiamo fare per cambiare le cose. Prendere o lasciare: non c’è una terza opzione”.
Invece nel mondo virtuale sembra che ciascun individuo possa decidere chi avere come amico, in base agli interessi e all’aspetto fisico, il quale, sul web, può essere nettamente modificato. In rete si può infatti manipolare a piacimento la propria immagine, nel vero senso della parola: una foto si ritocca, si ritaglia (mostrando i lati migliori); la si può modificare nella luce e nel colore e cancellare i piccoli difetti del viso o del corpo. Tutto questo, sul web, crea un’idea del soggetto, a volte, completamente diversa dalla realtà.

Se nella vita reale si è costantemente a contatto con il vicino di casa, che a volte a malapena si saluta, è molto probabile che nel web, facendo una selezione, non lo si prenderebbe minimamente in considerazione e, anzi, si premerebbe comodamente il tasto di “blocco”. Esattamente come riporta la Repubblica sul discorso di Bauman: “Io appartengo al quartiere, mentre le reti mi appartengono. Ho selezionato io i loro membri, ho il potere di stabilire (e di modificare a mio piacimento) il loro grado d’importanza e sono io che assegno a ciascuno di loro il ruolo che mi aspetto svolgano”.
Il mondo di internet è una valvola di sfogo allo stress quotidiano, ma è anche un mezzo che crea litigi con molta più facilità: un commento su facebook un po’ ironico che l’altro non capisce può scatenare, per sbaglio, inutili polemiche; si ha più coraggio di dire la propria opinione e talvolta anche di offendere, attuando comportamenti che improbabilmente si attuerebbero nella vita reale. Nella realtà scatta un blocco emotivo che nella vita virtuale non esiste, si può dire di tutto e di più, e al massimo si cancella un utente e se ne aggiunge un altro, come se fossero delle pedine in un gioco da tavolo.

Bauman, poi, propone una soluzione per non cadere nella trappola del mondo virtuale, che ci vizia e condanna sempre più ad un apparire (per la brama dei followers e dei “mi piace”) e sempre meno all’essere: “Tutti noi senza eccezione viviamo adesso, a intermittenza ma assai spesso simultaneamente, in due universi: online e offline. Le loro differenze possono venire negoziate, e in effetti lo sono, ma difficilmente possono venire conciliate. Tocca a ciascuna persona immersa in entrambi gli universi (e ciò significa a tutti, senza eccezione) risolvere i loro conflitti e tracciare i confini dell’applicabilità di ciascuno dei loro distinti e spesso contraddittori codici”.

Melissa Toti Buratti

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