Nel 2016 numeri record per il Museo Diocesano Tridentino

Il Museo Diocesano Tridentino ha chiuso il 2016 con numeri da record: più di cinquantamila persone (per l’esattezza 50.775) hanno visitato le sedi del Museo Diocesano Tridentino e l’area archeologica della Basilica Paleocristiana.

Il miglior risultato di sempre, con un incremento del 7,71% rispetto al 2015 – quando gli ingressi erano stati 47.141 – e del 2,32% rispetto al 2014 (49.623). Ancora meglio è andata sul piano della partecipazione alle attività didattiche: ben 14.052 visitatori hanno preso parte alle proposte elaborate dal Museo per i diversi pubblici.

La migliore performance è quella relativa al pubblico scolastico (9.111 partecipanti, + 907 presenze rispetto al 2015), segue il pubblico adulto con 3634 partecipanti, le attività rivolte alla catechesi (801 presenze), le iniziative per famiglie (361) e i laboratori estivi (145). Numeri record, che la direttrice del Museo, Domenica Primerano, ha presentato oggi nell’ambito della piattaforma di comunicazione Cultura Informa.

I risultati raggiunti premiano le scelte programmatiche che hanno puntato su attività rivolte a differenti target, in un’ottica lontana dalla ricerca dell’evento, attenta invece a stabilire un contatto sempre più forte con la comunità di riferimento. Pur con un organico ridotto, ma decisamente motivato, il museo ha proposto numerose iniziative (mostre, incontri, conferenze, percorsi educativi) accolte con grande favore non solo dal pubblico abituale, ma anche dai pubblici di prossimità. In periodi di investimenti limitati, il museo ha optato per una serrata e differenziata programmazione espositiva di ‘piccolo cabotaggio’, incentrata su tematiche afferenti il Giubileo della Misericordia, la valorizzazione della produzione artistica locale, con particolare attenzione al ruolo delle donne.

Le rassegne susseguitesi nel 2016 sono state ben cinque: Mio dolce paese, dove sei? Identità perdute da Rouault ai contemporanei (19 settembre 2015 – 29 febbraio 2016) con 10.483 visitatori; Maternage. Tracce di un viaggio dal 20 marzo al 23 maggio 2016 (2404 visitatori); Officina segreta. Xilografie di Lea Botteri nelle collezioni del Museo Diocesano Tridentino (11 giugno – 29 agosto 2016, 4.201 visitatori); ‘Ascolto la vita. Scolpisco ciò che sento’. La Via Crucis di Othmar Winkler per la chiesa di Maria Bambina a Trento aperta dal 17 settembre al 14 novembre 2016 (4.226 visitatori) e Fratelli e sorelle. Racconti dal carcere, inaugurata il 25 novembre 2016 e chiusa il 2 maggio 2017.

Da segnalare inoltre il grande successo della proposta Il Museo e la città. Itinerari tematici alla scoperta di Trento, un’iniziativa che intende far conoscere il rapporto vivo e multiforme che esiste tra il Museo e la città, tra il patrimonio custodito nelle sale di Palazzo Pretorio e la storia e l’arte presenti nelle chiese, nelle piazze, nelle vie e nei palazzi di Trento.
Il report completo del 2016 è disponibile sul sito internet del museo: il documento, scaricabile in versione pdf, raccoglie dati su attività istituzionali, didattiche ed espositive, presentando, attraverso le cifre, una panoramica delle molteplici aree di azione del museo.

Iniziative espositive estate 2017

Forte di questi risultati, il Museo Diocesano Tridentino si appresta ad inaugurare nei prossimi mesi due nuove mostre.

Dipingere il buio. In realtà siamo liberi
26 maggio – 19 giugno 2017
Ingresso libero
In appendice alla mostra Fratelli e sorelle. Racconti dal carcere, a partire da venerdì 26 maggio 2017 e fino al 19 giugno, il Museo ospiterà la mostra Dipingere il buio. In realtà siamo liberi. L’esposizione raccoglie gli elaborati realizzati dai detenuti della Casa Circondariale di Spini di Gardolo nell’ambito del laboratorio Un viaggio per parole e immagini, promosso dal museo e dagli alunni di due classi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Vezzano.

Dignità della persona e tutela dei diritti dei detenuti.
29 maggio alle ore 16.30
In occasione della mostra Dipingere il buio. In realtà siamo liberi, il museo promuove lunedì 29 maggio alle ore 16.30 un incontro pubblico dal titolo Dignità della persona e tutela dei diritti dei detenuti. Interverranno mons. Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, Giovanni Maria Pavarin, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Venezia e Antonia Menghini, professore aggregato di diritto penitenziario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Trento.

Viaggi e incontri di un artista ‘dimenticato’. Il Rinascimento di Francesco Verla
7 luglio – 6 novembre 2017
Il 7 luglio verrà inaugurata una mostra di ricerca curata da Domizio Cattoi, conservatore del Museo, e dal Prof. Aldo Galli dedicata a un artista “dimenticato”, noto per lo più agli studiosi ma poco al grande pubblico. Si tratta del vicentino Francesco Verla (Villaverla, 1470 – Rovereto, 1521), singolare personalità dell’ambiente artistico veneto e trentino del primo Cinquecento.

Progetto sperimentale “operazione ascolto”
In preparazione della mostra, il Museo intende avviare un’operazione di “ascolto” per coinvolgere fin d’ora i futuri destinatari dell’iniziativa. L’idea è quella di collaborare con il pubblico nell’elaborazione degli apparati informativi (pannelli di sala e didascalie) di supporto alla visita e raccogliere proposte, suggerimenti, utili a costruire un itinerario davvero a misura delle esigenze e delle curiosità dei visitatori.