Scuola, Luserna: un progetto europeo in grande anticipo su Renzi e sulla Buona Scuola

Mentre il Governo Italiano si trova tecnicamente impacciato nel gestire le prospettive edificanti della Legge 107, promossa sul territorio come la nota “Legge della Buona Scuola” trovandosi di fronte i sindacati dei lavoratori, USB, in primis, ma anche le mamme, che si trovano a dover fare i conti con il continuo cambio di insegnanti e di educatori, il Trentino si muove di già in direzione futura, con un discreto anticipo sui tempi.
Se a Milano il primo convegno sulla “Scuola che cambia” fatto di workshop e di momenti di studio veri e propri, incentrato sulle nuove figure educative nell’età 0-6 anni (come previsto dalla normativa e per le quali vi sono anche forme di incentivo e di contributo) si è tenuto solo alla fine del mese di febbraio 2016, alla Bicocca, un progetto indipendente, ma che segue il nuovo modo di vedere la scuola, integrato con la società e più rispettoso della funzione pedagogica e sociale dell’insegnamento, c’è già.

Parliamo di Luserna, un piccolo centro del Trentino che si trova sull’Altopiano: il Comune ha una storia, di suo, molto interessante. Abitato storicamente da colonie di origine nordica, ha mantenuto, nella lingua e nella tradizione, un’importante diversità culturale. Luserna è infatti cimbra: centinaia di anni di vita antropologica diversa da quella dei limitrofi comuni trentini, così diversa da essere riconosciuta come vera e propria minoranza, a norma di legge e quindi sostenuta nel percorso di mantenimento di usi, tradizioni e lingua millenaria, che sono sostanzialmente unici in Europa, seppure in alcune particolarità, contaminati con la tradizione germanica, trentina e italiana.
Il progetto della Scuola per i piccoli di Luserna è nato qualche anno fa: si parla del 2011. La novità è questa: “Piccoli Passi con il Sorriso – Klummane lustege tritt” è rivolto a bambini tra i 3 mesi e i 3 anni con il servizio di scuola dell’infanzia del paese e ha visto l’introduzione sistematica della lingua cimbra nella quotidiana programmazione scolastica.

Ne abbiamo parlato con il Sindaco di Luserna, Luca Nicolussi Paolaz: “Il progetto proviene da 4 anni di sperimentazione, nato inizialmente dalla necessità di fare in modo che l’asilo, struttura per l’infanzia, potesse rimanere a Luserna, perché i bambini nati erano – all’epoca – troppo pochi per poter mantenere aperta una struttura organizzata in modo tradizionale. In questo modo, quindi, prima di tutto, siamo riusciti a fare in modo che i bambini più piccoli non dovessero affrontare il tragitto di oltre 14 km per andare da casa all’asilo dai 3 anni in su” spiega il Sindaco – “Ma il progetto non è solo organizzazione, grazie alle potenzialità offerte dalla nostra storia culturale abbiamo potuto avvalerci di educatori e di formatori esperti, che sono inseriti in un progetto finalizzato a introdurre la lingua cimbra come vero e proprio strumento di comunicazione. Il bilinguismo entra così a far parte di un percorso di apprendimento strutturale, tanto che i bambini, imparando le diverse lingue contestualmente fin dalla prima infanzia, possono poi essere in grado di usare l’italiano, tanto quanto il cimbro, come prima lingua, senza differenze sociali tra chi parla l’una o l’altra, poiché possono comprendere entrambe”.

Il progetto è stato realizzato, ha spiegato Nicolussi, una buona parte utilizzando risorse che sono messe a disposizione delle Minoranze del Trentino, come previsto dalle normative, ma arricchendolo con qualcosa in più, cioè inserendo nel percorso della prima infanzia tutti i bambini dal primo anno di età fino all’età scolare, trasformando quindi la struttura dell’infanzia, dove si fanno anche le attività che sono tipiche di queste strutture, in un contesto sociale diverso, dove i bambini si trovano a interagire con formatori che parlano in lingua e che rendono naturale l’apprendimento di una seconda lingua, che in caso contrario rischierebbe di perdersi, e con essa tutte le parole che richiamano la tradizione e la cultura del luogo. Luserna si sta ripopolando, ha spiegato il Sindaco, le persone che attualmente ci vivono non sono solo originarie di là, bensì vi sono persone che provengono da altri paesi o da altre regioni e i bambini che nascono hanno invertito il trend, c’è un buon aumento, che dimostra come questa scelta, in fin dei conti, sia stata lungimirante.
Il progetto scientifico è curato dalla dott.ssa Monica Pedrazza, docente presso l’Università degli studi di Verona e referente tecnico dell’intero progetto” ha detto Nicolussi.

Come ci ha spiegato la dott.ssa Pedrazza il progetto non si risolve semplicemente in un servizio di compresenza alunni presso la struttura scolastica: “Esso prevede l’attivazione del servizio integrato 0/6 per l’infanzia, sviluppando un progetto ispirato anche alle linee guida europee in materia di bilinguismo precoce del MELT (Multilingual Early Language Teaching, 2011)” ha detto. “Per i bambini i risultati sono notevoli non solo per la lingua, ma anche per quanto riguarda la competenza sociale e di relazione: ad esempio i più grandi imparano a riconoscere i segnali di resa dei più piccoli, i più piccoli imitare i più grandi, l’effetto complessivo è di facilitazione sociale. Si pensi al problema del bullismo. Ciò offre vantaggi da diversi punti di vista, anche affettivi” ha spiegato.

Anche i genitori sono coinvolti nel progetto di genitorialità, sono infatti stati attivati dei laboratori linguistici che sono rivolti esclusivamente agli adulti, i quali sono accompagnati in lavori di gruppo e dove possono anche confrontarsi con educatori, insegnanti e fare valutazione del percorso; i laboratori sono diventati di fondamentale importanza ha spiegato la dott.ssa Pedrazza: “Sono un luogo in cui le persone vengono seguite nell’elaborazione della nuova esperienza, ma anche un luogo in cui gli insegnanti stessi si cimentano nell’integrazione, è molto bello che si possano far incontrare insegnanti e genitori, in un laboratorio comune, ciò contribuisce a creare un contesto sereno e a costruire una collaborazione integrale.” Il progetto ha risposto puntualmente ai requisiti alzando complessivamente la qualità del servizio, la valutazione è stata effettuata con strumenti diversi e in aree diverse dalla socializzazione alle routine, alla dimensione linguistica.

Di Martina Cecco

 

Normative di riferimento:

  • Disposizioni di tutela delle popolazioni di lingua ladina, mòchena e cimbra della Provincia di Trento (artt. 1 e 5 del D.Lgs. 16 dicembre 1993, n. 592)
  • Ordinamento della scuola dell’infanzia della Provincia Autonoma di Trento (art. 21 della L.P. 21 marzo 1977, n. 13)
  • Piano di Programmazione pluriennale delle Attività culturali e di Politica linguistica dell’Istituto Cimbro Kulturinstitut Lusérn per gli anni 2016-2017-2018