Trento Film Festival: Sherpa Stew, la vita dei nepalesi a New York

Il Trento Film Festival ha aperto il 27 aprile dei cinema trentini per offrire la propria programmazione cinematografica a turisti e cittadini locali. Tra i film più suggestivi della giornata, salta all’occhio Sherpa Stew del regista Andrew Cockrum (Nepal/Stati Uniti, 2016, 80′), un documentario così presentato nel programma ufficiale del Festival:

Gli Sherpa nepalesi sono noti per la resistenza e la capacità di sopravvivenza alle alte quote. Ma a New York guidano taxi, vendono generi di importazione ai mercati e lavorano nei ristoranti asiatici.

Una delle cose più sottolineate in tutto il film è che gli Sherpa non sono solo guide alpineGli Sherpa sono un gruppo etnico dai modi estremamente affabili, con valori tramandati di generazione in generazione quali l’allegria, il duro lavoro e la calma. Danzano e cantano senza vergogna ad ogni ora del giorno, sorridono cordialmente ed accolgono i turisti e gli alpinisti come fossero tutti loro amici.

Il documentario evidenzia come però l’istruzione scarseggi nei paesi: vengono presentati due personaggi, Kipa Sherpa e Nima Dawa Sherpa, che si sono trasferiti a New York per poter far studiare i propri figli. Kipa ha portato con sé la moglie e le figlie, che frequentano college americani, ma ha lasciato i figli maschi a frequentare università nepalesi nella capitale Katmandu; Nima è invece partito da solo alla volta della Grande Mela, e spedisce i soldi guadagnati nei ristoranti asiatici alla moglie ed ai figli. Entrambi sono cresciuti in Nepal senza istruzione, ed entrambi hanno fatto le guide alpine sul monte Everest per guadagnarsi da vivere: splendide animazioni raccontano sotto forma di cartone animato la giovinezza dei due, su e giù per la cima del mondo, tra incidenti e valanghe ma anche una solida amicizia con l’alpinista Gary Guller.

Sullo sfondo Nima, Kipa e gli altri protagonisti Sherpa ormai newyorkes raccontano il Nepal, paese tristemente conosciuto più per le calamità naturali che per la propria bellezza. Una terra magica ma ancora arretrata, che ha vissuto sotto un monarca assoluto fra gli anni ’60 e ’90 e, ottenuta la democrazia, ha vissuto il dramma delle guerre civili per le rivolte maoiste. Un Paese in lenta crescita, che punta a svilupparsi partendo dai piccoli villaggi montani per arrivare ai livelli della capitale.

Nel frattempo, 4 mila Sherpa sono già emigrati a New York, 22 dei quali sono stati almeno una volta in cima all’Everest. Anche nella cittadina americana portano la loro gioia e la loro passione per l’arrampicata, e fanno divertire il pubblico con simpatiche battute e qualche birra di troppo.

Il finale commovente arriva al picco del pathos narrativo, quando ormai lo spettatore è convinto di volere un ragazzo Sherpa per amico, o almeno passare dalla bancarella di Kipa a New York per comprare un braccialetto sotto la pioggia.

Sarà possibile rivedere il film sabato 6 maggio alle ore 15 al Supercinema Vittoria.

Silvia Vazzana