Claudio Cerasa a Trento: “Un giornalismo per smartphone e le 5 I della stampa”

Un incontro aperto a studenti e giornalisti senza dubbio interessante, quello che si è tenuto ieri pomeriggio presso la Facoltà di Lettere e di Filosofia, in aula conferenze, dove in seno al ciclo di incontri organizzato dall’Ufficio Stampa dell’Università di Trento “Giornalismo – Quello che resta, quello che cambia, quello che sparisce” è stato invitato a partecipare Claudio Cerasa, Direttore de “Il Foglio”.
Tra Newsletter, Agenzie di Stampa, Live Network e Sponsor Cerasa ha lanciato un nuovo trend, che interpreta le linee editoriali del suo giornale: “Ci sono le 5 “I” ovvero Intervista, Innovazione, Intuizione, Interpretazione, Inseguimento. Ma ce ne sarebbe una sesta, ha detto Cerasa, Imprenditore.”

Le nuove “I” del giornalismo non tradizionale, che potrebbe riassumersi in giornalismo on line, che non possono che portare a un futuro concreto e di fatto: il pagamento dei contenuti che si trovano pubblicati sul web, il punto di arrivo che – ad oggi – secondo il Direttore, è ineludibile, passaggio obbligato per una realtà, quella attuale, che vede grandi testate come il New York Time per citarne una, retrocedere nel cartaceo.
“La notizia on line deve essere un approfondimento, un testo da ritagliare, da conservare, perché il lettore che si avvicina al giornale – attualmente – ha già sentito parlare dei fatti, li conosce già, cerca delle risposte, delle spiegazioni. Non a caso – ha detto – le grandi testate fanno uso di una parola magica, why, che si anticipa anche e spesso nei titoli, la quale racchiude il senso e il motivo per cui il lettore, arrivato dai social o dal cartaceo, cerca la news”.

Un giornalismo quindi del tutto diverso, quello de Il Foglio, rispetto alle testate giornalistiche italiane come Il Corriere, La Stampa, Repubblica, che si avvicina di più a uno stile Paper, cioè quello di Internazionale, ad esempio, dove il redattore e il giornalista che scrive on line ha del materiale più corposo e un punto di vista più ampio, dettato anche dall’eterogeneità delle fonti: dalla rubrica al reportage, un insieme di materiali che possono comporre pagine di un giornale di pensiero, ma anche lungimirante, che si rifà ai modelli più attuali della stampa straniera (e ci cita una serie di testate americane o arabe) dove la notizia pulita, liscia e lineare è composta da poche righe in uno spazio definito che rende merito e giustizia dei fatti, lasciando le altre pagine pubblicate a un ragionamento più dinamico.

La stampa attuale in Italia si divide ancora tra testate Filogovernative e testate di Controinformazione, ma il futuro è certamente in una dimensione che avvicini il lettore e lo accompagni durante l’accadimento dei fatti, raggiungendolo non tanto sul computer, sull’IPad o sulla carta, ma più che altro sullo Smartphone. Il futuro è nel telefono. L’editoria sa che ha in mano strumenti diversi su cui puntare e che la notizia buona non può che essere – a breve – a pagamento, anche on line.

Di Martina Cecco