GLI SPAZZINI DELLA RETE: IL DRAMMA DEI CONTENUTI MUTUATI

E’ un dramma, quello che si consuma on line, che sta diventando sempre più ossessivo, si tratta della criticità della rete: l’eternità virtuale di quanto viene pubblicato a titolo di cronaca o di divertimento, e pure a scopo commerciale.
E’ accaduto anche a voi? Parliamo di settori dei più vasti: la ricerca di notizie che si riferiscono a Bandi di Concorso, Offerte commerciali, Cronaca nera, Legislazione, Normative, Salute per citare solo i settori che, a ragion veduta, possono causare danni più o meno gravi al navigatore in cerca di qualcosa che “serve” cioè delegando alla rete di internet la funzione di dare delle informazioni dettagliate, aggiornate, valide, su questioni che contano.

Non basta dire: “l’ho copiato lì”! La situazione: dal punto di vista strettamente legato alla responsabilità di chi pubblica si applica il Disclaimer, ovvero una nota informativa che avverte della possibile “non validità” delle informazioni che si trovano pubblicate su un determinato server e sono di proprietà di una persona fisica/azienda.

Le cause: motori di ricerca, social network, aggregatori di notizie importano i contenuti da altri siti e quindi li moltiplicano, con un’opera meritoria nell’immediato di dare diffusione al contenuto stesso. Col tempo, però, tale buona prassi, diventa dannosa: rimuovendo il contenuto, poiché scaduto, dal sito proprietario, non se ne rimuove la copia incorporata da altri siti, i quali, non limitandosi a linkare in anteprima con il metodo del Feed, considerato obsoleto, bensì incorporandone i testi e le immagini, non oscurano il contenuto scaduto, ovvero non valido.

Ecco, allora, che ci si trova di fronte a una vera e propria discarica della rete, dove si accumulano informazioni perfettamente inutili, accade per via del meccanismo dello Spider dei motori di ricerca, il problema è evidente con Google. Si mettono in rilievo parimenti a contenuti scaduti pure i contenuti aggiornati, spesse volte rendendo difficile l’accesso alle notizie più nuove e mettendo in evidenza quelle “morte”.

Il problema si amplifica poi per via del meccanismo del blogging, che consiste nel commentare, quindi rinvigorire, notizie obsolete, rinnovandole e riportandole in testa ai motori di ricerca: un vero dramma, come anticipato, che intasa la rete e che rende davvero difficile, a volte, trovare quello che serve.

Per la stampa vi sono delle soluzioni: la prima, la più semplice, è quella che si adotta in linea generale, ovvero i contenuti a scadenza sono pubblicati già con una data di scadenza e quindi nel momento opportuno scompaiono dalla pubblicazione e diventano inaccessibili; la seconda, il dovere di rettifica e di aggiornamento, che consiste nell’incarico al direttore o a uno specifico revisore di eseguire quanto previsto dalla “Norma di risposta e rettifica” che predispone l’aggiornamento obbligatorio per i contenuti obsoleti e la rettifica da farsi entro una settimana per le notizie contestate nei contenuti. Il principio fondante è quello del bilanciamento e dell’equilibrio, per cui la risposta e la rettifica devono essere più e meno dello stesso peso della notizia scaduta o sbagliata.

Notizie non aggiornate: si sta diffondendo sul territorio nazionale la tendenza a un giornalismo di rete, l’ultimo nato nel settore è BlastingNews, un portale a vedute plurime in cui tutti possono scrivere, ancorché non giornalisti, però Registrato come Testata quindi a carattere ufficiale. Questo è solo un esempio, chiaramente, ma leggendo tra gli articoli di questo sito si mescolano notizie, seppur accompagnate dalla data di pubblicazione, che è importante, le quali sono composte prevalentemente da un insieme di fonti, radiofoniche, televisive, web, cartacee, le quali, in sostanza, accumulano in un testo datato, ad esempio, oggi, informazioni che sono tratte da quotidiani e agenzie precedenti. Questo, ad esempio, diventa fuorviante, anche per la cronaca, poiché rinnova contenuti vecchi, superati, creando errori grossolani, spesso pacchiani, a livello di validità. E gli esempi moltiplicano, si consideri ad esempio che Youtube consente il caricamento anche di video e di notiziari, che a maggior ragione sono superati, anche solo dopo poche ore.

Quello che si trova in rete, dunque, è ancora attendibile? Il rischio per chi ci lavora seriamente è che la risposta sia “no” ovvero a causa di un accumulo di notizie perfettamente inutili perché errate, anche le notizie valide possono essere penalizzate, dal navigatore per primo, che non le leggerà più, ovvero con un occhio diverso.

Ebbene, per la stampa on line, il proliferare di portali e aggregatori gestiti dalle macchine e non da un comitato di redazione, come ad esempio funziona in una vera testata, tutto ciò è dannoso, economicamente, ma anche a livello contenutistico. I giornali, infatti, già usufruiscono di un sistema proprio di diffusione della notizia, l’aggregatore esterno, il copia incolla da altri siti, se non è autorizzato, spesse volte è un grave danno. Che ha delle ripercussioni anche legali: se la fonte, ad esempio, ha già provveduto agli aggiornamenti, ma se ne mutuasse il contenuto precedente, obsoleto e non quello aggiornato.

Per il settore politico, commerciale, in genere quindi le pubblicazioni tecniche non ci sono delle vere e proprie normative che regolino la pubblicazione, tutto dipende essenzialmente dalla bontà del proprietario del portale. Chiaramente in questo caso le aziende sono motivate economicamente a pubblicare solo contenuti validi, pena il discredito, mentre per i portali di cui sopra non vi è alcun interesse al controllo.
Accade così che circolino nella rete pesanti moli di dati che non servono più e che rendono poca giustizia alla velocità del mezzo: offerte commerciali inesistenti, normative superate, servizi che sono cambiati, persino prodotti che non esistono più e di cui si parla.

Chiaro: la libertà di scrivere per se stessi e di possedere un sito internet è imprescindibile, tuttavia il “lag” ovvero il difetto per il navigatore che ha senso pratico, e non l’hobbista, salta all’occhio, forse è tempo di pensare a come fare per liberarsi, anche, dei rifiuti della rete, dato che in gioco c’è la validità del mezzo.

La buona prassi? Considerata la responsabilità civile e penale delle pubblicazioni on line, il suggerimento migliore è di provvedere, periodicamente, a un controllo sui motori di ricerca di quanto pubblicato, chiedendone, se proprietari, un eventuale rimozione. Lo stesso valga per i contenuti personali: dati di aziende, vita privata, immagini, che possono essere state mutuate dalla nostra posizione personale, ad esempio a scopo di marketing, e poi abbandonate nella discarica della rete. Ma è chiaro che nei tanti risvolti, quello peggiore, è per chi è chiamato in causa, che si trova quindi con informazioni legate a se stesso, spesse volte, poco veritiere, o probabilmente semplicemente obsolete. Per cui è evidente che ciò diventi un dramma.

 

Di Martina Cecco

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