Ecco cosa cambia col bonifico istantaneo per i correntisti italiani

Un’indagine di Bankitalia ci fa sapere che il costo medio della tenuta dei conti correnti bancari e’ aumentato, dopo che le modifiche unilaterali (per giustificato motivo, per carita’, come dice la legge) sono all’ordine del giorno da parte delle banche.

Una notizia che ha suscitato diverse polemiche, soprattutto da parte di Vincenzo Donvito, presidente Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, il quale, attraverso una nota stampa ha affermato: “Tanto quest’ultime sanno che e’ molto difficile che un’azienda (soprattutto se piccola) si metta a cambiare banca per costi aumentati di qualche euro all’anno; è di oggi inoltre l’esordio dei bonifici istantanei (10 secondi, dicono): per ora limitato a pochi istituti di credito (Intesa San Paolo, Unicredit e Banca Sella), che pero’ non lesinano centesimi nell’acquistare costose intere pagine pubblicitarie sui quotidiani per comunicarlo ai loro clienti attuali e futuri. Un sistema che fara’ loro incassare piu’ soldi, ed e’ bene ricordare che questi soldi non possono che arrivare dai loro clienti. Un servizio in piu’ che costa in piu’ e che porta loro piu’ soldi secondo la logica del profitto”. 

Proseguendo: “Costi – per il momento – 1,6 euro per Intesa San Paolo (60 cent in piu’ del costo ordinario SEPA online), 2,5 euro per Unicredit (1 euro in piu’ di quello ordinario SEPA online). Il costo in piu’ ha ovviamente una sua logica: prima ci mettevano mediamente tre giorni di valuta, ora zero giorni, anche se la gestione della pratica ha di per se’ costi minori. Ma, siccome non sono istituti di beneficenza, è evidente che questo importo in più, è più che compensativo della mancanza di questa disponibilità di valuta”.

Dopotutto si necessita di sistemi informatici particolari. Ma che differenza c’è, per esempio, rispetto ad un pagamento via Paypal o altri sistemi super-usati e mediamente quotati sicuri anche dai più acerrimi sostenitori dell’iper-sicurezza? Non credo che qualcuno ci illuminerà in merito, altrimenti di che camperebbero i programmatori informatici?”

“Queste – continua nella nota – sono solo alcune nostre osservazioni che resteranno tali. Ai risparmiatori – di tutte le risme, grandi e piccoli che siano – vogliamo solo dire: siete sicuri che vi serve proprio un bonifico che arrivi dopo presunti 10 secondi invece dei soliti tre giorni di media, a cui tutti siamo abituati e che non ci hanno impedito di fare affari e pagamenti fino ad oggi? Siamo per questo contro la tecnologia? Falso problema. Anzi. La tecnologia ci piace e crediamo sia utilissima. Ma essenzialmente per far spendere meno soldi a tutti, fornitori di servizi e utenti”.

“Qui, invece, se da una parte abbiamo i fornitori che sicuramente spendono meno, non ci sembra altrettanto per gli utenti. Quindi qualcosa non torna. Per capire: è come quando nei Comuni, per farti fare la carta d’identità elettronica, ti fanno spendere una sacco di soldi in più rispetto a quella cartacea”.

Concludendo infine: “E quindi? Diamogli tempo, alle nostre banche, in modo che capendo, grazie a pochi clienti di questo nuovo sistema, che la loro diminuzione di costi deve corrispondere ad altrettanta diminuzione di costi dell’utenza e non il contrario. Si adeguino. E’ il mercato. E noi utenti e consumatori, non dimentichiamolo, siamo i principali attori. Cioè: senza di noi, nisba!”