ANCORA FRAGILE IL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO ED EUROPEO

L’ Istat stima che la disoccupazione in Italia , ad Agosto , si è abbassata dal 12,6% di luglio a 12,3% , il che ci porta ad affermare che la catastrofica ”emorragia” del mercato del lavoro italiano si sia fermata avendo anche dei lievi miglioramenti. Nonostante questo , aumenta di un punto percentuale la disoccupazione giovanile la quale supera il 44%(44,2% rispetto al 43,2% di luglio) mentre aumenta dello 0,1 % il numero degli occupati (55,7%).

Confrontata con le cifre Eurostat , la situazione italiana non sembra brillare in quanto il dato medio dell’ Eurozona è migliore di quello italiano (11,5% contro i 12,3% italiani). V’ è anche da dire che solo la Grecia e la Spagna presentano un tasso di disoccupazione giovanile peggiore di quello italiano il quale continua a peggiorare .

A primeggiare sono i paesi dell’ area tedesca, con l’ Austria e la Germania che si aggiudicano il primato relativamente ai dati occupazionali, dimostrando una maggiore dinamicità dal punto di vista economico,nonostante la frenata dell’ economia tedesca nel secondo e nel terzo trimestre che sembra presagire una vera e propria recessione anche in Germania la quale sta perdendo terreno.

Il Fondo monetario internazionale stima che la disoccupazione italiana scenderà al 12% nel 2015 a seguito della lenta ripresa del Pil (+0,6%) la quale , però, ha molte possibilità di essere rivista al ribasso visto il peggioramento del quadro economico dell’ Eurozona in generale, compresa l’ area tedesca.

Le stime dimostrano un andamento migliore delle attese dell’ economia italiana la quale è riuscita , nonostante la depressione generale dell’ area euro , ad avere una performance modesta la quale le ha permesso sia di abbassare il tasso di disoccupazione sia di alzare quello occupazionale sia di avere un recupero delle Pmi del manifatturiero(50,7) ben superiore alle attese che vedevano , invece, in recessione le piccole e medie imprese occupate nel settore prima citato.

La situazione occupazionale , però, rimane fragile come quella economica nella sua interezza: a fronte del 35-40% di possibilità(stime del Fmi) per le quali l’ Eurozona ritorni in recessione così da sfavorire un recupero occupazionale veloce il quale potrebbe arrestarsi portando al negativo le attese, è difficile pensare che si possa essere veramente ottimisti. Un moderato scetticismo è legittimo.

Il 2015, per il mercato del lavoro europeo, sarà più radioso visto il rafforzarsi della ripresa anche nei paesi con maggiore difficoltà così da permettere una discesa del tasso di disoccupazione sotto l’ 11% nella media dell’ Eurozona e sotto il 10% per i 28 paesi dell’ Europa( in cui vi sono inclusi anche quelli non presenti nell’ area euro)

Clemente Maurizio

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