IL PAESE CHE AVANZA CON LA TAV

La nostra penisola, vista l’estensione geografica, è facilmente percorribile su rotaia, senza il bisogno dei costosi spostamenti aerei, che richiedono una quantità di tempo maggiore. Si è pensato quindi di accorciare le distanze da un estremo all’altro del paese con i treni ad alta velocità, spesso scritti con l’acronimo TAV. La prima tratta veloce è stata la direttissima Firenze-Roma, una delle prime linee del suo genere al mondo. Vista la complessità di costruzione della linea, a causa della morfologia del paese, viste le numerose montagne da attraversare, i tempi e così conseguentemente i costi sono saliti, al punto tale da portare alla creazione di una società ad hoc per raccogliere capitali sui mercati finanziari per poter così finanziare la costruzione su rotaia di una linea di trasporti veloci. Nacque così la società TAV S.p.a.. Al capitale sociale parteciparono per lo più istituti di credito italiani ed esteri, e per una fetta leggermente minore Ferrovie dello Stato.

Nel 1998 però, tale società, con l’uscita delle banche dalla compagnia azionaria, divenne nel 2010 una società incorporata da RFI. Il percorso, da Salerno-Napoli, raggiunge le principali città italiane passando da Roma e Firenze per poi raggiungere il nord Italia. Progetti futuri vedono il congiungimento della linea AV con altri paesi dell’Unione Europea.Se questo ha portato un aiuto enorme ai numerosi imprenditori che ogni giorno sono costretti a spostarsi lungo lo stivale, oltre a favorire i numerosi spostamenti privati, ha portato malcontento ad un gruppo di persone che sono poi andate a formare il cosiddetto movimento NO Tav.

A portare questo malcontento è stato il costo ritenuto eccessivo per la realizzazione di questa grande opera infrastrutturale, ritenendo inoltre i benefici minori rispetto ai costi, ed un impatto ambientale di notevole importanza. Il movimento ha origine negli anni novanta, in particolare per quel che riguarda il tratto Torino-Lione, e quindi la Val di Susa. Questo movimento di rivolta popolare contro la Tav è stato spesso oggetto di cronaca a causa dei numerosi scontri, spesso anche violenti, contro le forze dell’ordine che presidiavano i cantieri dell’Av. Molti attivisti furono accusati di terrorismo.

Questo, non ha fatto altro che mandare in subbuglio l’opinione pubblica, tanto da aprire numerosi dibattiti a riguardo, principalmente basati su approfondimenti tecnici, di carattere economico ed ambientale, prodotti da esperti di diverse discipline ed appartenenti ad università e istituti di ricerca sia italiani che stranieri. Le motivazioni No TAV sono state avvalorate da studi che evidenziano in Italia la sproporzione degli investimenti su questo tipo di linee rispetto al loro reale utilizzo e alla loro efficacia, in termini di traffico passeggeri e riduzione dei tempi di percorrenza. Nel complesso, sia le linee TAV che quelle convenzionali resterebbero sottoutilizzate, soprattutto per limiti strutturali, e una maggiore integrazione potrebbe invece migliorare notevolmente la situazione.

Ciò non toglie, che nonostante i numerosi scontri, le numerose proteste da parte dei No Tav, i lavori per il completamento delle linee veloci continua senza troppi problemi.

Simone Lisi

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