UE: CON SANZIONI ATTESA RITORSIONE RUSSA DA 20 MLN AL MESE

“Con la decisione dell’Unione Europea di estendere le sanzioni alla Russia fino al 31 gennaio 2016 è ora attesa la ritorsione di Putin con la proroga dell’embargo totale di scattato il 6 agosto su carne di manzo, carne suina e avicola, frutta e verdura, latte e formaggi dai Paesi dell’UE, dagli USA, ma anche da Australia, Canada e Norvegia, che avrebbe dovuto durare un anno”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la decisione è attesa a breve come preannunciato nei giorni scorsi dal capo dell’amministrazione presidenziale Serghei Ivanov.

“Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di un danno diretto stimato per l’Italia pari a 20 milioni di euro al mese solo per l’agroalimentare con le esportazioni del settore che sono praticamente dimezzate (-48,2%) nei primo quadrimestre del 2015 dopo che nel 2014 l’embargo aveva già comportato un calo delle spedizioni di circa 100 milioni di euro mesi, da agosto a dicembre”.

“In quest’ultimo periodo – precisa Coldiretti – si è verificata una perdita in valore nelle esportazioni in Russia di 24,4 milioni per la frutta fresca, di 19,1 milioni per prodotti lattiero caseari ed i formaggi, di 17,1 milioni per carne ed ai suoi derivati”.

L’impossibilità di esportare sul mercato russo ha peraltro provocato per molti prodotti alimentari una situazione di eccesso di offerta sul mercato europeo con ricadute negative sui prezzi riconosciuti agli agricoltori. Il danno maggiore che rischia di durare negli anni è determinato però dal fatto che lo stop alle importazioni di frutta, verdura, salumi e formaggi dall’Italia ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti Made in Italy taroccati, dai salumi ai formaggi con la produzioni casearia russa di formaggio che nei primi quattro mesi del 2015 ha registrato infatti un sorprendente aumento del 30% e riguarda anche imitazioni di mozzarella, robiola o parmesan.

“Ma i falsi – continua la Coldiretti – arrivano anche da molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Bielorussia, l’Argentina o il Brasile”.

“Ai danni dovuti al blocco di alcuni prodotti i si aggiungono però anche quelli relativi ad altri prodotti non colpiti dall’embargo, anche fuori dal settore alimentare che hanno risentito comunque delle tensioni politiche con un calo degli scambi commerciali”, conclude la Coldiretti.

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