FOIBE. PROTESTE A TRENTO DA PARTE DEGLI ANARCHICI

Si respirava aria di alta tensione in città. La commemorazione indetta dalle Destre, Fratelli d’Italia e Casa Pound, per ricordare il giorno dedicato ai martiri delle foibe, rischiava di finire in uno scontro. Un gruppo di anarchici si è recato vicino all’evento per protestare contro la commemorazione.

“Fascisti tornate nelle foibe” era  il triste urlo da questi lanciato contro chi onorava la memoria anche degli antifascisti italiani che vennero gettati vivi dentro le foibe su ordine di Tito. Solo la massiccia presenza di forze dell’ordine ed agenti in borghese ha evitato che gli scontri da verbali si trasformassero in fisici.

Da una parte si vedeva un folto gruppo di persone, di tutte le età e senza bandiere politiche, commemorare in silenzio gli Italiani assassinati nelle foibe; dall’altra uno sparuto gruppo di giovinastri, con visi nascosti, urlare la loro rabbia e citando frasi non adatte al contesto.

La commemorazione per i morti nelle foibe è iniziata alle 20.15 con una cinquantina di persone che si sono riunite presso il monumento, quando da subito una barriera di anarchici con lo striscione in mano ha cominciato a urlare e inveire. Dal pomeriggio la contro-manifestazione era in preparazione, ma non era prevedibile una sfrontatezza di questo genere, di fronte a un monumento funebre e senza alcun rispetto per il prossimo.

Con l’intervento puntuale delle Forze dell’Ordine in tenuta anti-sommossa alle ore 20.43 la commemorazione era blindata, in questo modo chiudendo la strada a almeno venti persone che sono rimaste a vedere la tristissima scena a distanza di 50 metri, bloccati da contro-manifestanti e barriere anti-sommossa, alle ore 21.00 la mesta commemorazione era ormai diventata l’ennesimo momento di sommossa in piazza a senso unico, con fumogeni e urla fuori luogo che hanno impedito di accedere alla commemorazione a persone anche di una certa età.

Il termine “foiba” deriva dal latino “fovea” e significa fossa, cava, buca. In Istria esistono 1.700 foibe. Queste tra il 1943 e il 45 furono utilizzate per “infoibare” (spingere nella foiba) migliaia di istriani e triestini, ma anche slavi, antifascisti e fascisti, colpevoli di opporsi all’espansionismo comunista del maresciallo Tito.

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